PERSUADER – Necromancy

Pubblicato il 15/12/2020 da
voto
7.5
  • Band: PERSUADER
  • Durata: 00:44:00
  • Disponibile dal: 04/12/2020
  • Etichetta: Frontiers
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Era da parecchio che non giungeva sul mercato nuovo materiale ad opera degli svedesi Persuader, la cui penultima opera, “The Fiction Maze”, risale all’ormai lontano 2014. Tuttavia, pensando al fatto che questo vide la luce a ben otto anni di distanza dal leggendario “When Eden Burns”, tutto sommato possiamo considerare questi sei come un’attesa relativamente accettabile. O meglio, questo non può che dipendere dalla qualità effettiva del nuovissimo arrivato “Necromancy”, il quale segna anche il primo capitolo della collaborazione tra la formazione guidata da Jens Carlsson e la nostrana Frontiers Records.
Detta come va detta, i primi tre album a nome Persuader rappresentano tutt’ora delle vere e proprie perle, fiammeggianti ed ardenti, di grintosissimo power metal sulla falsariga dei primi lavori degli illustri colleghi teutonici Blind Guardian. Ciò che spicca, oggi come allora, nel debut album “The Hunter” e nei suoi successori risiede senza dubbio nell’atmosfera e nel songwriting battagliero e smitragliante, accostato ovviamente all’interpretazione vocale di quel prodigio che continua ad essere il sopracitato Jens, il cui timbro vicinissimo a quello del mitico Hansi Kursch ne ha sempre rappresentato la peculiare croce e delizia: non è infatti semplice districare la propria immagine dall’inevitabile accostamento con chi ha reso grande questa musica e questo stile di voce in passato, e ciò può a volte essere fonte di frustrazione. Ciò nonostante, coi Persuader e forse ancora di più coi Savage Circus, il nome del frontman svedese e dei suoi progetti ha raggiunto negli anni un numero impressionante di appassionati, e considerando “The Fiction Maze” un lavoro ben più che buono riteniamo che fosse giusto e doveroso fare qualcosa di almeno altrettanto valido, al momento del ritorno sulle scene dopo tanto silenzio.
Ebbene, dopo questo lungo preambolo, ci tocca ammettere che l’obbiettivo è stato centrato con una discreta dose di maestria. “Necromancy” rappresenta infatti ciò che ogni appassionato potrebbe desiderare dai Persuader: una selezione non troppo lunga di brani affilati, aggressivi ed epici, in linea con quanto fatto negli apprezzati predecessori, rigorosamente mantenendo inalterata la capacità di fondere la furia più nera con il gusto melodico, ben distinguibile nei pregevoli ritornelli di brani come la iniziale “The Curse Unbound” o la più tetra “Hells Command”. Da quest’ultima prende il via una seconda parte più oscura e riflessiva, rispetto ad una prima fase incalzante ed enfatizzata dalla devastante sezione ritmica ad acceleratore inchiodato – in particolar modo, con “Raise The Dead” la frattura dell’osso del collo è un rischio concreto come non mai. Detto così potrebbe non rappresentare nulla di che, ma è bene sottolineare che del songwriting generale tutto si può dire tranne che sia banale, in quanto vi trovano posto trovate stilistiche degne di menzione come l’utilizzo di accordature molto basse, strumenti con corde aggiuntive e persino degli inaspettati blastbeat che irrompono in “Reign In Darkness”.
In tutto ciò, notiamo con piacere che anche l’ugola di Jens Calrsson non tradisce le nostre lodi, continuando a graffiare e scalfire ottave altissime senza mai sacrificare il gusto interpretativo, e anzi aggiungendo degli sprazzi di harsh voice in alcuni passaggi particolarmente feroci.
L’unico difetto che può emergere risiede probabilmente nella struttura forse un po’ troppo schematica, dato che la scelta di riversare la componente più collerica nella prima metà, per poi diminuire la dose di scosse e adrenalina in funzione di una maggiore cadenza, potrebbe piacere a qualcuno così come scontentare chi gradisce essere spiazzato un po’ di più man mano che la scaletta scorre verso la fine. Forse allungando leggermente la tracklist con una canzone o due, diverse stilisticamente e inserite in due momenti diversi, si sarebbe potuto evitare questo effetto.
Si tratta comunque di un fattore piuttosto marginale, che non influenza particolarmente la nostra valutazione di un prodotto che ogni appassionato delle sonorità heavy/power dovrebbe ascoltare e affiancare agli altro quattro lavori a opera della band. Speriamo solo di non dovere attendere un altro quantitativo esagerato di anni per poter tornare a parlarne, possibilmente con lo stesso entusiasmo.

TRACKLIST

  1. The Curse Unbound
  2. Scars
  3. Raise The Dead
  4. Reign In Darkness
  5. Hells Command
  6. Gateways
  7. The Infernal Fires
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