PERTURBATOR – Age Of Aquarius

Pubblicato il 17/10/2025 da
voto
7.5
  • Band: PERTURBATOR
  • Durata: 01:01:40
  • Disponibile dal: 10/10/2025
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast

Synthwave ed immaginari oscillanti tra patina rètro e scenari cyberpunk sono, per loro natura, da sempre in simbiosi mutualistica, trovando reciproco nutrimento e linfa vitale nel dipanarsi di controculture, squarci cinematografici e futuri velocissimi.
“Age of Aquarius”, sesto album di Perturbator – tra gli alfieri capaci di condurre un pubblico ‘metal’ verso questi ‘altri’ lidi musicali – pur proseguendo nel pieno solco del genere, ancora una volta arricchisce il panorama di una nuova sfumatura.
Mentre il collega Carpenter Brut mescola scenari sinistri con cultura pop e horror (pure con risultati ottimi), in questo caso l’irrequieto bisogno di scrivere musica porta ad indagare strade diverse, ma con altrettanta fortuna.

Avevamo lasciato James Kent, il suo perenne chiodo nero e l’apparenza tormentata (un po’ Ian Curtis e un po’ Einstürzende Neubauten) alle prese con le seduzioni dense, cupe e collose della musica darkwave di “Lustful Sacraments”, una ben riuscita variazione sul tema che gli aveva permesso di staccarsi parzialmente dai (pur pittoreschi) vicoli sinistri di metropoli futuristica che avevano un po’ fatto da sfondo degli album precedenti.
Lo ritroviamo qui – al netto del suddetto chiodo e apparenza, ovviamente rimasti invariati – in una veste più ‘matura’ e riflessiva, ma sempre venata di sprezzante melanconia: pur mantenendo la propria, caratteristica ferinità dietro ai sintetizzatori, Perturbator sposta parzialmente il focus a partire dall’iniziale “Apocalypse Now”, che infatti vede la collaborazione degli Ulver di Krystoffer Rygg.
Posto in apertura, il brano sembra fungere proprio da dichiarazione d’intenti: degli autori di “The Assassination Of Julius Caesar” si riprende una maggiore, più ‘luminosa’ rarefazione dei suoni, ben evidente anche in “The Swimming Pool”. Elementi EBM e retrowave sono ancora presenti, così come un certo gusto dark da sempre parte del DNA del progetto (“Lunacy” e “Lady Moon”, con Greta Link, sono qui per testimoniarlo), ma in generale si percepisce un tentativo di connettere il passato da horror strisciante di “Dangerous Days” e “The Uncanny Valley” con un bisogno d’indagine più profondo, di una ricerca simbolica e di concetto (espressa fin dalla copertina) nuova o comunque diversa rispetto a quanto raccontato in passato.
L”Età dell’Aquario’ del titolo evoca un immaginario non lontano, in cui il sistema delle società umane collassa sotto la spinta di cambiamenti tecnologici: così “The Art Of War” e “12th House”, con i propri martellamenti muscolari, cavalcano una sorta di Kali Yuga cibernetico a metà tra l’anime “Cowboy Bebop” e “Drive” di Refn, con un tocco originale in grado di dimostrare l’abilità del musicista francese nel leggere la quotidianità con un taglio personale.
Il piglio cinematico di “Mors Ultima Ratio” – forse uno dei brani migliori del lotto e più efficace nel restituirci un ritratto attuale dello stato dell’arte del progetto – ben si sposa con quanto detto fin’ora, come anche i featuring con le ingegnerie meccaniche di Author & Punisher in “Venus” e con i connazionali Alcest, paladini dello shoegaze annerito, sulla finale title-track appaiono come due esperimenti entrambi azzeccati.

Se la parentesi dark del penultimo lavoro non vi aveva convinto e siete più affezionati a quanto uscito prima, questo disco può forse rinfrancarvi lo spirito, pur con gli elementi di novità presenti. “The Age Of Aquarius” appare come un passo di lato rispetto al predecessore, un tentativo di raccordo con il passato forse meno ‘coraggioso’ ma non per questo mal riuscito (complice anche una produzione, per la prima volta sotto l’egida Nuclear Blast, in grado di riflettere le sfaccettature poc’anzi raccontate).
Da parte nostra, apprezziamo entrambe le vie percorse da Perturbator e la sua capacità di raccontare una vecchia, nuova, inquieta nostalgia, pronti a spurgarla via ballando tra i laser il prossimo dicembre.

TRACKLIST

  1. Apocalypse Now
  2. Lunacy
  3. Venus
  4. The Glass Staircase
  5. Hangover Square
  6. The Art of War
  7. 12th House
  8. Lady Moon
  9. The Swimming Pool
  10. Mors Ultima Ratio
  11. Age of Aquarius
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