PESTE NOIRE – La Chaise-Dyable

Pubblicato il 16/06/2015 da
voto
7.0
  • Band: PESTE NOIRE
  • Durata: 00:44:23
  • Disponibile dal: 28/04/2015
  • Etichetta:
  • La Mesnie Herlequin

I Peste Noire sono una band dalla forte connotazione politica, connotazione che agli esordi (2001) aveva una decisa affinità con la scena NSBM (“Aryan Supremacy” il loro primo demo) e che col tempo è virata verso uno spinto nazionalismo, via via che il pensiero di Ludovic “Famine” (da sempre mente della band) evolveva le sue idee, fino ad avvicinarle in modo esplicito a quelle del Front National. Questo lungo preambolo perché la musica dei Peste Noire è strettamente intrecciata al loro messaggio politico, e liquidare quest’ultimo come le semplici idee dei membri del gruppo significherebbe snaturare il lavoro dei francesi e apprezzare (o disprezzare) solo a metà la loro musica. Naturalmente noi, non facendo politica, non esprimiamo alcun giudizio al riguardo, ma ci limitiamo a segnalarlo. “La Chaise-Dyable” continua lungo il solco tracciato dai precedenti lavori dei Peste Noire, proponendo un black metal sperimentale, dai tratti avant-garde, sposato a suoni molto grezzi, a creare un sound decisamente unico. L’amore per la vita rurale è chiaro nell’opener, una strana track che mescola i rumori della campagna francese ad una chitarra pulita e a delle vocals anch’esse pulite, su melodie che ricordano vagamente la musica tradizionale; il tutto poi viene sostituito dall’ingresso dello scream e della chitarra distorta e rumorosa. Tra scream, voci maschili e femminili pulite ed il continuo mix di tradizione e black metal, si dipana l’ultimo album dei Peste Noire, trovando il culmine sperimentale nella complessa “Le Diable Existe”, che in nove minuti fonde black metal, jazz, folk e progressive, sempre con un sound volutamente sporco, con la chitarra distorta sempre “davanti” e le tirate più veloci che creano un senso di tristezza e rabbia, a rappresentare la denuncia di come la vita moderna e cittadina allontani dalle proprie radici e le contamini. E’ curioso come la contaminazione culturale condannata pesantemente da Famine e soci trovi il suo metodo di espressione in una musica che ha, invece, delle fortissime contaminazioni e rompe completamente gli schemi tipici del black metal. Diversa è invece “A La Chaise-Dyable”  (forse pezzo migliore del disco), che parte con alcune dissonanze per poi vedere l’ingresso della “solita” chitarra, accompagnata da un arpeggio per poi sfociare in un riff vagamente folk, e dallo scream che resta inalterato in partenza e infine evolve in un malinconico black metal carico di rabbia e frustrazione. Totalmente spiazzante, invece, “Quand Je Bois De Vin”, che ricorda – a tratti – uno chansonnier, accompagnato da una voce femminile e da una fisarmonica e violentata, nel centro, da un crudele black metal dal riffing molto vicino ad alcuni lavori di Burzum. Si chiude con la follia di “Dans Ma Nuit (2nd version)”, dove è ancora il mix di atmosfere cupe ed elementi folk a farla da padrone. La musica dei Peste Noire è difficile da assimilare, il suo piglio sperimentale si contrappone a suoni piuttosto raw e ad una produzione grezza nella quale alcuni innesti sono ottimi, mentre altri appaiono totalmente fuori posto; la stessa tecnica (sia vocale che chitarristica) di Famine è sempre in bilico tra “sporcizia”e dissonanze che non è chiaro fino in fondo quanto siano cercate. Tutto questo fa, comunque, parte del piglio dei Peste Noire, che ben si evince nei testi, a volte duri a volte più o meno esplicitamente votati ad una sorta di dark humor: purtroppo la band usa un francese molto particolare ed ostico, con un approccio che sfiora (ancora una volta) la sperimentazione ed è spesso basato su assonanze e giochi di parole difficili da cogliere se non si padroneggia più che discretamente la lingua francese. In definitiva, comunque, i Peste Noire scaraventano con disprezzo nella mischia un disco di experimental black metal, votato totalmente al “mercato” underground, forse un po’ meno ispirato dei precedenti “L’Ordure à l’éetat Pur” e “Peste Noire”, ma comunque di notevole caratura. Per i molti motivi che abbiamo accennato, non aspettatevi un disco facile o diretto, “La Chaise-Dyable” è un disco che cresce con gli ascolti e che va assimilato lentamente, cercando di comprendere il significato del messaggio che la band persegue e cioè, riportando la loro definizione, un “nazionalismo anarchico”. Se volete avvicinarvi a questa band, non commettete l’errore di mettere in secondo piano il messaggio o la musica, sarebbe fare un torto ai Peste Noire che concepiscono le due componenti come una in funzione dell’altra.

TRACKLIST

  1. Avant Le Putsch
  2. Le Dernier Putsch
  3. Payés Sur La Bête
  4. Le Diable Existe
  5. A La Chaise-Dyable
  6. Quand Je Bois Du Vins
  7. Dans Ma Nuit (2nd Version)
8 commenti
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