PETER MURPHY – Lion

Pubblicato il 22/08/2014 da
voto
7.5
  • Band: PETER MURPHY
  • Durata: 00:56:14
  • Disponibile dal: 02/06/2014
  • Etichetta:
  • Nettwerk Music Group

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In oltre trentacinque anni di carriera, Peter Murphy ha donato un contributo fondamentale all’innovazione della musica rock, affrescandola di affascinanti tinte in bianco e nero con i leggendari Bauhaus. Ciò è dovuto in gran parte al suo magnetico carisma interpretativo, ma soprattutto alla sua voce inimitabile, a cavallo tra la decadenza berlinese di David Bowie e la passionale sensualità profusa dal compianto Marc Bolan. Se il frontman britannico ha raggiunto in giovane età il pinnacolo artistico, per merito dei primi quattro album della leggendaria band di Northampton, sarebbe miope e intellettualmente disonesto ignorare i contenuti variopinti del suo percorso solista intrapreso ben sei lustri fa. Nonostante il protagonista abbia dovuto sovente scontrarsi con un riscontro di vendite modesto e poco appagante, anche se non manca un’imprevista incursione nella zona calda di Billboard con l’ottimo “Deep” del 1989, difficilmente è stato in grado di deludere le aspettative dei numerosi fans sparsi per il globo. Nel corso di tutti questi anni il buon Murphy ha ampliato il proprio bagaglio culturale, nutrendosi di una moltitudine difficilmente quantificabile di correnti musicali che spaziano senza soluzione di continuità dall’industrial al pop colto, senza cancellare gli umbratili umori goth degli esordi. Rilasciato a tre anni di distanza dal notevole “Ninth”, il qui presente “Lion” fotografa anche in questa occasione un artista capace di modellare con comprovata bravura ed un pizzico di esperienza un flusso sonoro variopinto ed affatto scontato. Occorrerà qualche attento ascolto prima di lasciarsi travolgere da un lavoro colmo di episodi eclettici, che spaziano senza soluzione di continuità dalle energiche sferzate dance di “Low Tar Stars”, all’inevitabile resa dei conti con l’ingombrante passato remoto narrato da “I Am My Own Name”. Usciamo inevitabilmente a pezzi dallo scontro frontale con gli imperiosi synth industriali che tessono il mastodontico groove circolare di “Hang Up”. La struggente trama dell’elaborata title track ci catapulta in un vortice di emozioni astratte, mentre l’atmosfera notturna che avvolge “I’m On Your Side” e “The Rose” svela il lato romantico ed elegante, mai sopito, del protagonista. L’intenso chorus della regale “Compression” viene interpretato con un’enfasi ed un’espressività inaudita da tramandare ai posteri. Compare soltanto una lieve flessione qualitativa caratterizzata dallo stucchevole ed imbolsito incedere di “The Ghost Of Shokan Lake” e “Loctaine”, spazzata via con grinta da “Holy Clown” ed “Eliza”, entrambe contraddistinte da un approccio alla materia decisamente più rock. Di carne al fuoco ne abbiamo davvero tanta e per tutti i gusti: ora spetta a voi gustarvi questa prelibata pietanza senza avere il timore di fare indigestione. Non ve ne pentirete.

TRACKLIST

  1. Hang Up
  2. I Am My Own Name
  3. Low Tar Stars
  4. I’m On Your Side
  5. Compression
  6. Holy Clown
  7. The Rose
  8. The Ghost Of Shokan Lake
  9. Eliza
  10. Loctaine
  11. Lion
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