7.0
- Band: PHANTOM CORPORATION
- Durata: 00:42:14
- Disponibile dal: 12/12/2025
- Etichetta:
- Supreme Chaos Records
C’è qualcosa di rassicurante, quasi familiare, nel modo in cui i Phantom Corporation tornano a farsi sentire con “Time and Tide”. Non tanto perché la loro proposta punti sulla nostalgia, ma per quella sensazione di solidità, di affidabilità ruvida e artigianale che solo certi gruppi di veterani sanno trasmettere. Circa tre anni dopo il debutto “Fallout”, la formazione tedesca – ancora giovane come nome, ma composta da musicisti ben navigati – dà continuità al proprio percorso con un secondo full-length che non tradisce la linea: un thrash metal istintivo e terroso, segnato da frequentissime derive crust e d-beat, essenzialmente privo di fronzoli, ma capace di inserire qua e là qualche deviazione più strutturata.
Il suono è ormai quello di sempre: diretto, abrasivo, poco incline alla rifinitura. Leif Jensen ringhia dietro al microfono con la stessa foga che lo ha reso riconoscibile ai tempi dei Dew-Scented, ma l’impianto qui è meno prettamente death-thrash e più crudo, maggiormente radicato nel terreno metal-punk. In certi frangenti, i Phantom Corporation suonano come se i Martyrdöd si fossero trasferiti in Germania e avessero deciso di infondere un po’ più di acciaio nelle loro chitarre; nei momenti più concitati, affiora anche qualcosa dei vecchi Terrorizer o di certo grind scandinavo, mentre qua e là resta inevitabile un’ombra slayeriana, sempre presente ma mai invadente.
L’impressione è che la band abbia lavorato sostanzialmente per confermare il proprio equilibrio interno: “Time and Tide” non offre rivoluzioni, ma mostra un gruppo compatto, con idee ordinate e una visione chiara di cosa voglia proporre nel 2025. Se a volte le strutture sembrano dilatarsi un filo più del necessario, perdendo un po’ di impatto immediato, altrove la tensione resta alta e il materiale funziona benissimo così com’è, trascinato da riff solidi e da un groove che strappa un sorriso. Tra i brani che meglio incarnano questo spirito, spiccano “To the Hilt”, dal piglio diretto e battagliero nel suo chorus, la title-track, in cui si concentra l’essenza stessa del loro stile – thrash ruvido con un’anima punk – e “For All the Wrong Reasons”, più articolata ma ugualmente incisiva. Tutti e tre hanno quel tipo di energia che sembra fatta per esplodere sul palco, là dove la band probabilmente trova la sua dimensione più naturale.
Ovviamente, non c’è nulla di trascendentale in “Time and Tide”, eppure il disco si lascia ascoltare con piacere, grazie a una schiettezza che non ha bisogno di travestimenti. È un divertissement, sì, ma fatto con mestiere e con una passione che non appare mai stanca o di maniera. In un panorama a volte un po’ troppo ossessionato dalla complessità o dalla perfezione formale, i Phantom Corporation scelgono la via opposta: quella di un suono diretto, genuino e, a suo modo, carico di vita.
