PHARMACIST – Flourishing Extremities On Unspoiled Mental Grounds

Pubblicato il 19/04/2022 da
voto
8.0
  • Band: PHARMACIST
  • Durata: 00:46:02
  • Disponibile dal: 10/04/2022
  • Etichetta:
  • Bizarre Leprous Production

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L’intensa produzione dei Pharmacist – one man band basata in Giappone, ma guidata da un polistrumentista di origine ucraina, Cyril Stefansky – ha prodotto, nel giro di soli due anni, un album e una lunga serie di split e singoli, tutti palesemente radicati in quel death-grind di scuola primi Carcass che ormai da decenni fa da prima fonte di ispirazione per una vasta schiera di emuli e discepoli innamorati dei suoni vischiosi e dell’immaginario medico-chirurgico alla base di pietre miliari come “Reek of Putrefaction” e “Symphonies of Sickness”.
A differenza di realtà affini come Haemorrhage o General Surgery, che da sempre ben si guardano dall’avventurarsi fuori dai canoni gore-grind cari ai suddetti esordi della band di Bill Steer, i Pharmacist paiono tuttavia intenzionati ad allargare un po’ i confini della loro proposta, prendendo come esempio proprio quanto fatto dai maestri inglesi all’indomani dell’uscita del loro secondo album. Il nuovo “Flourishing Extremities on Unspoiled Mental Grounds” ci presenta infatti un lotto di canzoni più dense e strutturate, da cui emerge netto il desiderio del progetto di sposare un suono maggiormente istrionico, capace di sviluppare i consueti temi death-grind con più dinamismo e inventiva.
Restando in tema parallelismo o tributo, l’idea insomma è quella di confezionare qualcosa sulla scia di “Necroticism”, andando ad allungare i brani con più cambi di tempo, maggiori finezze e un impiego della melodia più puntuale e deciso, senza ovviamente snaturare del tutto il carattere efferato del sound. Il ruolo centrale è inequivocabilmente affidato alle chitarre: “Flurishing…” è un disco che vive di numerosi riff e di una progressione inesauribile di spunti, tra cui non vanno sottovalutate anche alcune inaspettate tessiture acustiche. Ogni canzone denota una notevole ricchezza strumentale e in tutto ciò risalta anche la scrupolosità del leader del progetto, il quale riesce a mantenere la propria verve all’interno di strutture chiare e digeribili. Non siamo davanti a un citazionismo noioso, dove fare sfoggio di soluzioni che hanno più il sapore di una esercitazione incolore o di un compito in classe eseguito in modo ineccepibile ma senza trasporto emotivo: i Pharmacist perseguono una loro strada che finisce spesso per spiazzare; quando ti sembra di averli afferrati, ecco un cambio di ritmo, una melodia o un riff un po’ più strambo che rimette quasi tutto in discussione, andando ad architettare temi dove echeggiano atmosfere che i Carcass non prenderebbero mai in considerazione. Ciò che conquista nella musica del gruppo, magari non immediatamente, è dunque la naturalezza con la quale si alternano omaggi e coloriture personali in composizioni che scorrono rigogliose, piene di quelle cavalcate che purtroppo non sempre abbiamo trovato su un “Torn Arteries”.
Un album pervaso da grande entusiasmo e pregno di suggestioni, che sa di ultima chiamata sia per certi inguaribili nostalgici, sia per chi ama fantasticare su possibili sviluppi e rielaborazioni in chiave moderna di classici come “Inpropagation” o “Incarnated Solvent Abuse”.

TRACKLIST

  1. Accelerating Suppuration
  2. Corpus Sonica
  3. Necromorph
  4. The Great Contractor
  5. Flourishing Extremities on Unspoiled Mental Grounds
  6. Peroxide Engagement
  7. Nursery Aesthetics
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