7.5
- Band: PHAZE I
- Durata: 00:41:04
- Disponibile dal: 02/02/2014
- Etichetta:
- Wormhole Death
- Distributore: Audioglobe
Spotify:
Apple Music:
L’inatteso e ormai insperato ritorno discografico di una band che, all’epoca del proprio omonimo debutto, risalente a ben otto anni fa, ci sorprese moltissimo finalmente si compie: riecco a noi i terribili e futuristici Phaze I! Il terzetto franco-belga, composto dai fratelli David e Franck Potvin (Lyzanxia e, più di recente, One-Way Mirror) e dal batterista-prezzemolo Dirk Verbeuren, piazza in silenzio sul mercato questo “Uprising”, seguito della prima parte della storia narrata nel concept intrinseco al gruppo stesso, ovvero l’assoggettazione della razza umana ad opera di una stirpe di creature violenta, senz’anima e impietosa. Dell’esordio “Phaze I” ci colpirono particolarmente l’atmosfera generale del platter, malata e disturbante, la sua copertina terrificante e l’uso particolarissimo delle tastiere: ebbene, escludendo la copertina, resa in questo secondo capitolo decisamente più umana e ‘dolce’, le restanti caratteristiche sono rimaste e – anzi! – sono state ancor più acuite, sia nella ricerca di atmosfere ben definite e peculiari, sia nell’aggiunta di parecchie parti orchestrali al ricco (e inquietante) campionario tastieristico che David Potvin riesce a mettere nei solchi del dischetto. Epicità, profondità, marzialità, imminente apocalisse, orrore dell’attesa, sanguinarietà spartana: queste sono le basi su cui si poggia tutto l’impianto compositivo dei Phaze I, ovviamente poi aiutati da capacità tecniche notevoli e da scelte di produzione discutibili ma che a noi piacciono tanto, a partire dalla costante filtrazione delle voci – esattamente come nell’episodio numero uno – che garantisce la sensazione aliena e straniante fulcro del progetto in questione. Le differenze rispetto a “Phaze I”, però, ci sono e si annidano nei dettagli, soprattutto a livello di idee – che, a ben vedere, dettagli esattamente non sono: c’è un marcato accento progressivo nella struttura dei brani, medio-lunghe sequenze di riff thrash-death-groove che si alternano senza apparente forma-canzone da seguire ma che in realtà servono a rendere “Uprising” un disco da fruire nella sua totalità, appunto per apprezzarne la succitata atmosfera; troviamo comunque alcune melodie, in passato appena accennate, che si realizzano in diverse linee vocali urlate ma sorrette da un’orecchiabilità sottile e penetrante; e poi ci sono gli arrangiamenti di tastiera, orchestrati davvero con maestria e parte fondamentale di un lavoro che, se non infastiditi troppo dalle voci monocrome, vi consigliamo davvero di sentire a più riprese. Album di non facilissimo ascolto, dunque, presentato da un brano, “A Thousand Fingers And Claws”, che forse non è così adatto nel ruolo di apripista: molto meglio, ad esempio, “Double-Headed Beast”, “Putrified Souls” oppure la mini-suite iniziale di sette minuti “The Essence Of Humanity”. Ritorno graditissimo e altamente apprezzato, per quanto ci riguarda, quello dei Phaze I. E speriamo di non dover aspettare altri otto anni per sapere come prosegue la storia…
