PHIL CAMPBELL – Old Lions Still Roar

Pubblicato il 22/10/2019 da
voto
7.5
  • Band: PHIL CAMPBELL
  • Durata: 00:41:03
  • Disponibile dal: 25/10/2019
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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Tornare alla realtà dopo aver vissuto per oltre trent’anni in compagnia di un certo Ian Fraser Kilmister, per il mondo Lemmy, non sarebbe facile per nessuno. Figuratevi per uno come Phil Campbell, che nel 1984 venne scelto direttamente da Lui per rinnovare una band, tali Motörhead, a serio pericolo di estinzione. Un autentico sogno: diventare il chitarrista, insieme al mitico Wurzel, di uno dei propri idoli adolescenziali, del quale custodiva gelosamente l’autografo nei tempi in cui suonava negli Hawkwind. Questa è la storia. Il presente ci dice che il nostro amico gallese, dopo aver unito le proprie forze con quelle dei figli ‘bastardi’ e del singer Neil Starr, fondando quindi i Philip Campbell and The Bastard Sons, è riuscito finalmente a realizzare quel progetto pianificato ormai da tempo, quando ancora i motori dello snaggletooth riecheggiavano nell’aria e che lo stesso Lemmy lo invitava a perseguire: un album solista.
Un qualcosa di personale, che staccasse la spina dalle vibrazioni, seppur leggendarie, dell’over-rock’n’roll, esaminando così anche la parte più introspettiva del chitarrista britannico. Un disco tutto suo, per dimostrare, o meglio confermare, che i vecchi leoni sanno ancora ruggire e che, quando lo fanno, sono in grado di lasciare il segno. Già perché il qui presente “Old Lions Still Roar” racchiude in quaranta minuti più sfaccettature dell’artista Phil Campbell: da frammenti country ad episodi più granitici e rocciosi, da ballad strappalacrime a brani catchy e guasconi, da pezzi trasudanti groove sino a nostalgici passaggi acustici. E per compiere al meglio questa personalissima missione, ha chiesto l’aiuto ad un manipolo di special guest non di poco conto. Se al microfono, infatti, si sono alternati personaggi del calibro di Rob Halford, Alice Cooper, Dee Snider, Danko Jones e Nick Oliveri, in sede di strumentazione, oltre alla presenza dei figli Tyla, Todd e Dane, hanno fatto capolino Mick Mars, Matt Sorum, Chris Fehn e pure Joe Satriani. Un album che risveglia nell’ascoltatore emozioni diverse proprio per l’alternanza stilistica dei brani proposti tutti impreziositi dal sapiente tocco alle sei corde di Mr.Campbell. Ma come suona alla fine questo ruggito? Volendo metaforizzare, possiamo dire che si tratta di una sorta di ritrovo tra amici per dare il bentornato al ‘fratello’ che anni prima era partito per un viaggio adrenalinico, visti i compagni di merenda che incontrò negli anni.
Scendendo nei particolari, è una vecchia Gibson ad accompagnare Leon Standford (vocalist dell’alternative rock band dei The People The Poet) lungo la malinconica “Rocking Chair” dal sapore fortemente country. A spezzare i ritmi ci pensa invece il ‘metal God’ per eccellenza: è infatti Rob Halford il protagonista di “Straight Up”, brano discreto anche se fortemente basato sullo stile intrapreso dallo stesso Phil insieme ai suoi Bastard Sons (guardacaso al basso e alla batteria ci sono proprio due dei tre figli che compongono il gruppo). Toni che si inacidiscono con Ben Ward; in “Faith In Fire” i riff massicci in modalità Orange Goblin si fanno sentire parecchio prima di una svolta più heavy nella parte centrale del pezzo. C’è n’è per tutti i gusti, in questa savana sonora: caciarone al punto giusto, carismatico come sempre, lo zio Alice ci porta un po’ del suo rock-shock con “Swing It”, prima di una sosta rigenerante grazie ad una ballad emotivamente ottantiana, “Left For Dead”. Altro giro, altro regalo: l’accoppiata Danko Jones-Nick Oliveri inaspriscono l’aere (“Walk The Talk”) mentre è Dee Snider a celebrare il rapporto di amicizia con Phil in “These Old Boots”; pezzo piacevole e grintoso anche se a tratti un po’ scontato. Un plauso particolare merita inoltre “Dead Roses”: fuori dai canoni heavy metal, o comunque rock, il brano si lascia trasportare da una base di pianoforte suonato dal nostro Phil sulla quale si adagia alla perfezione la voce passionale di Benji Webbe dei gallesi Skindred. Un’anticipazione soft del connubio finale insieme al maestro Satriani per l’acustica “Tears From A Glass Eye”.
Cosa dire? Che Phil Campbell non fosse un chitarrista qualunque lo si era già inteso a suo tempo, tuttavia la figura che rombava al suo fianco era francamente troppo maestosa per riuscire ad emergere. Oggi, per fortuna, ne abbiamo avuto la conferma, riuscendo inoltre a scoprire anche un altro lato musicale di un personaggio semplice, a volte schivo, ma che ha inevitabilmente dato molto alla scena metallica.

TRACKLIST

  1. Rockin Chair (feat.Leon Standford)
  2. Straight Up (feat.Rob Halford)
  3. Faith In Fire (feat. Ben Ward)
  4. Swing It (feat. Alice Cooper)
  5. Left For Dead (feat. Nev MacDonald)
  6. Walk The Talk (feat. Danko Jones & Nick Oliveri)
  7. These Old Boots (feat. Dee Snider)
  8. Dancing Dogs (Love Survives) (feat.Whitfield Crane)
  9. Daed Roses (feat. Benji Webbe)
  10. Tears From A Glass Eye (feat. Joe Satriani)
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