PHLEBOTOMIZED – Clouds Of Confusion

Pubblicato il 19/05/2023 da
voto
7.0
  • Band: PHLEBOTOMIZED
  • Durata: 00:46:54
  • Disponibile dal: 26/05/2023
  • Etichetta:
  • Hammerheart Records

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Cinque anni soltanto, contro i ventuno precedenti: ebbene sì, gli olandesi Phlebotomized non ci hanno impiegato una seconda vita per rientrare sulle scene con un nuovo lavoro sulla lunga distanza, dopo il reale comeback discografico avvenuto nel 2018 in occasione della pubblicazione del precedente “Deformation Of Humanity”. Certo, assolutamente da non dimenticare é il piacevolissimo EP del 2021, “Pain, Resistance, Suffering”, utile a traghettare la band fuori dal silenzio del lungo e cieco incubo disperato chiamato pandemia. Ma è la prova del full-length, chiaramente, a definire in modo più compiuto lo stato di forma di una band, e i ragazzi di Rozenburg ci arrivano in questo 2023 inoltrato piuttosto carichi e con le idee molto chiare.
Unito alla compagine un terzo chitarrista, Thijs Van Der Sluijs, già due anni fa, l’attuale settetto oranje prosegue la propria onesta carriera di resurrezione non cercando di rinverdire i fasti antesignani e prodromici dell’album di culto “Immense Intense Suspense” – compendio assurdo di avantgarde progressive death metal avanti anni luce rispetto alla sua data d’uscita (1994) – bensì continuando sulla falsariga dei due lavori editi fin qui dalla reunion del gruppo, già citati appena sopra. Quindi, condensando il tutto in semplici parole non fraintendibili, possiamo confermarvi che i Phlebotomized mantengono di livello medio-alto il loro gustoso e impegnativo death metal di stampo progressivo, impossibile oggi da catalogare come avanguardistico ma di sicuro più sperimentale del progressive extreme metal che viene proposto, in svariate maniere, da altre formazioni sparse per il mondo.
Non si viene più portati alla deriva, né si viene gettati in un pozzo d’incomprensione, quando si approccia la musica di Tom Palms e soci traslata ai giorni nostri, in quanto gli olandesi si sono standardizzati ai canoni dei tempi attuali, ma senza esagerare: la produzione, ad esempio, è potente e pulita restando però abbastanza grezza e vintage, senza risultare inutilmente moderna e pompata, soluzione che stonerebbe non poco se applicata alle sonorità Phlebotomized; la composizione della tracklist, forse, resta la cosa più fuori dagli schemi, perchè come in passato i Nostri piazzano senza logica e remora alcune due brani al di sotto di un minuto uno dietro l’altro – “Lachrimae”, un intermezzo che, pur in breve, ricorda moltissimo “For My Fallen Angel” dei My Dying Bride, e “Desolate Wasteland”, veloce e sintetico contrappunto death metal probabilmente scritto in dieci minuti – per poi allungare i tempi delle canzoni nella seconda parte del disco, quasi a voler mettere alla prova l’ascoltatore. E forse la mossa si rivela anche azzeccata, del resto “Clouds Of Confusion” si riesce ad ascoltare tutto d’un fiato, senza noia e divertendosi, cosa per nulla scontata oggigiorno.
Se dovessimo cercare e trovare un qualcosa che determini un cambio d’approccio stilistico tra “Deformation Of Humanity” e questo disco, probabilmente indicheremmo l’impatto meno forte e invasivo che le tastiere di Rob op’t Veld hanno all’interno del songwriting. Palms, Bolderman e Van Der Sluijs, le tre chitarre, si prendono sulle spalle il grosso della composizione, sebbene op’t Veld sia onnipresente all’interno dei brani, ma, appunto, in modo meno guidante rispetto alla storia recente. Ben De Graaff, il cantante, si dimena al solito in modo più che dignitoso, trovando linee vocali e timbri growl di varie e appaganti profondità. L’uso della melodia nel riffing ci pare accentuato, ogni tanto doppiato dagli svolazzi delle tastiere e dei synth ma più spesso accompagnato dagli stessi con sottofondi atmosferici tipici della scuola doom-gothic olandese degli anni Novanta (Orphanage, primi The Gathering e primi Within Temptation, per intenderci). Non mancano, a proposito, momenti di pathos e maggior tranquillità, strumentale ma anche vocale, che denotano la natura progressiva e coraggiosa del metal dei Phlebotomized, in grado di calmarsi e re-incazzarsi più volte all’interno di una stessa traccia.
“Clouds Of Confusion” propone in definitiva un tre quarti d’ora di musica accattivante e godibile, che non ha grandi picchi emotivi ma che neanche si affossa in brutture senza senso. Ascoltatevi, per farvi un’idea rapida, la grandeur epica, virtuosa e ridondante (e a tratti maideniana) di “Dawn Of Simplicity” e le belle melodie di “Alternate Universe”, oppure la brutalità di “Destined To Be Killed” e “Pillar Of Fire”. Più complessi i brani finali, che però riescono a tenere sopra l’abbondante sufficienza un platter che necessita, paradossalmente, poche fruizioni per essere assimilato. Un buon rientro, dunque, ma oltre il sette pieno non ce la sentiamo di andare.

 

TRACKLIST

  1. Bury My Heart
  2. Alternate Universe
  3. Lachrimae
  4. Desolate Wasteland
  5. Destined To Be Killed
  6. Pillar Of Fire
  7. Bury My Heart Reprise
  8. Death Will Hunt You Down
  9. A Unity Your Messiah Pre Claimed?
  10. Dawn Of Simplicity
  11. Context Is For Kings (Stupidity And Mankind)
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