PHOBIA – Remnants Of Filth

Pubblicato il 25/06/2012 da
voto
7.0
  • Band: PHOBIA
  • Durata: 00:19:35
  • Disponibile dal: 05/06/2012
  • Etichetta: Willowtip Records
  • Distributore:

Inossidabili Phobia. In ventidue anni di carriera ce ne hanno fatte vedere di tutti i colori: da EP registrati in fretta e furia, come se si fosse in catena di montaggio, a mezzi capolavori grind, passando per una valanga di split con band di cui probabilmente nemmeno loro ricordano l’esistenza e, addirittura, un live album. Mettiamo su “Remnants Of Filth” e sappiamo già cosa aspettarci: grindcore punkeggiante, fedele alla linea tracciata a inizio anni ’90 e assolutamente poco incline ai cambiamenti. Nonostante abbiano dovuto aggiustare la lineup decine di volte (l’unico sopravvissuto dagli esordi è il frontman Shane Mclachlan), i Phobia hanno sempre mantenuto un suono grind diretto, sporco e spavaldo: metal nella cura riposta nell’esecuzione (il più delle volte, almeno), ma hardcore e punk nell’anima. Nella proposta non sono mai stati assenti rallentamenti e break più heavy – e non è nemmeno questo il caso – ma sono sempre state l’attitudine sfrontata e il desiderio di mantenere il songwriting su costrutti semplici i veri traini del songwriting. “Remnants Of Filth” è una sorta di versione sonora di Forrest Gump (anzi, Forrest Grind)… corre, corre e non sembra fermarsi più. Solo all’altezza di “Resuscitate” emergono, in maniera peraltro inaspettata, un pizzico di melodia e un motivo che possano essere ricordati da chi non è avvezzo a queste sonorità; il resto è pura, “regolare”, carneficina grind, architettata da una band con la fissa dell’autodistruzione. Rispetto all’interlocutorio EP “Unrelenting”, che avevamo gradito poco, il materiale ha fatto passi da gigante in termini di vitalità, così come appare adeguata la produzione, che, grazie alla supervisione di Scott Hull (Pig Destroyer, Agoraphobic Nosebleed) risulta meno paludosa. Potremmo invece criticare il fatto che “Remnants Of Filth” venga spacciato come full, quando in realtà non dura nemmeno venti minuti, ma, alla fine, a che pro? Ricordiamoci che stiamo parlando di grindcore. Anzi, dei Phobia.

TRACKLIST

  1. Assertion To Demean
  2. Contradiction
  3. Submission Hold
  4. Plagued By The System
  5. Dementia Having Overdose
  6. Got The Fear
  7. Infraction Of Pride
  8. Resolution
  9. Let It Go
  10. Deaden To Believe
  11. Vengeance Will Be Mine
  12. No Sympathy For The Weak
  13. Freedom Isn’t Free
  14. Atrocious Atrocity
  15. Filthy Fucking Punks
  16. Constrain Relations
  17. Resuscitate
  18. Inaction
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