PIG DESTROYER – Mass & Volume

Pubblicato il 21/03/2013 da
voto
8.0
  • Band: PIG DESTROYER
  • Durata: 00:25:40
  • Disponibile dal: 05/03/2013
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Audioglobe

Come si riconoscono i geni, i professionisti, gli esperti e i maestri da tutto il resto? Semplice, li si mette a fare tutto l’opposto di ciò che fanno normalmente e si verifica poi cosa riescono a combinare. Se sono maestri veri, eccellono in qualunque cosa fanno:  i Pig Destroyer sono proprio questo, sono maestri veri, professionisti dotati di un talento smisurato che non temono alcuna sfida creativa e che sembrano non avere limiti nelle loro possibilità espressive. Ed è cosi infatti che una band grindcore ci rifila quello che potrebbe essere senza problemi uno dei migliori album funeral doom dell’anno, migliore anche del centesimo album doom che la band esperta di settore e veterana del genere ci rifila da vent’anni. In una botta sola, i Pig Destroyer sono riusciti a fare meglio nel genere rispetto a tanti altri che nel genere bazzicano tutti i giorni da anni e che lo conoscono come le loro tasche. La band ci aveva già stupito qualche anno fa con “Natasha”, traccia-album abissale che ci aveva mostrato i Nostri cimentarsi in un ottimo ibrido di industrial sludge dal forte feel godfleshiano. Ma con “Mass & Volume” i Nostri sono andati ancora oltre e si sono addirittura superati rispetto a quel pur esaltantissimo episodio. Il lavoro qui presente, per farvi capire la caparbietà e fiducia della band, è nato dalla pura noia, da del tempo in studio avanzato dalle registrazioni di “Phantom Limb”, ormai nel lontano 2007, e che la band non sapeva come utilizzare ma che non voleva perdere. E allora Scott Hull e compagni si sono messi cazzeggiare e a improvvisare in studio senza un piano ben preciso ma come sempre ben sicuri dei propri mezzi. Dal cazzeggio puro e semplice è uscito un mostro, un piccolo (solo nella durata!) mezzo-capolavoro, che la band ha deciso di pubblicare solo oggi, anni dopo la sua creazione, per aiutare a raccogliere fondi per la famiglia del recentemente deceduto Pat Egan, uno dei personaggi chiave della Relapse Records. “Mass & Volume” è un’odissea sludge-doom mortifero e comatoso che farebbe sentire minacciati pure veterani del genere come i Moss e Corruputed. Le due tracce che compongono il disco sono monumentali scalate di orrore sonico rallentato, un abisso di feedback e atmosfere tombali e mortifere che non lasciano scampo. Il lavoro svolto da Scott Hull alla sei corde lascia esterrefatti, e il suo controllo dei feedback e del sustain appare ineccepibile e incredibile tanto è perfetto e controllato. Incredibile pensare che l’autore dei riff fulminei e scorticanti del recente “Book Burner” sia anche dietro alla distruzione doom che pervade questo EP. Siamo proprio agli antipodi stilistici, ma per lo shredder americano questa divergenza appare inesistente. Hull non ha mai nascosto di amare i Melvins e in questo EP questo suo amore “nascosto” sboccia infatti in pieno grazie alla proposizione di riff giganteschi che si trascinano a velocità comatose come un’orda immonda di pachidermi zombie. Le voci JR Hayes traspongono la sua urgenza punk in una sorta di calvario doom inestricabile evocando, senza mostrare alcuna incertezza, il Lee Dorrian dei primi Cathedral o Taiki dei Corrupted nei suoi momenti più strazianti. Insomma un altro, inaspettatissimo successo planetario per una band che, anche giocando fuori casa, e improvvisando in un terreno non proprio suo, ha dimostrato ancora una volta al mondo di che stoffa è fatta e di che attributi giganti dispone, qualunque sia la natura della sfida di fronte alla quale è messa. Band immensa.

TRACKLIST

  1. Mass & Volume
  2. Red Tar
3 commenti
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