5.5
- Band: PIGMY LOVE CIRCUS
- Durata: 00:42:32
- Disponibile dal: 18/10/2004
- Etichetta:
- Go-Kart Records
Alla fine degli anni ’80 nei polverosi garage degli Stati Uniti iniziarono a formarsi band come Mudhoney, Nirvana, Soundgarden e le terribili L7, che nel giro di pochi anni scalzarono dal trono delle chart act coloratissimi e oltraggiosi quali Motley Crue, Poison, Ratt e via dicendo, riportando il concetto del rock and roll allo stato primordiale. La band di cui trattiamo in questa sede, per una serie di episodi sfavorevoli, non riuscì a fare il tanto atteso salto di qualità e rimase inerme ad osservare il successo mondiale ottenuto dai più fortunati colleghi. Nel 1992 il batterista Danny Carey sostituì Anthony Martinez, ma la sua presenza in seno alla band fu breve e a differenza degli altri componenti riuscì ad ottenere il meritato successo con gli eclettici Tool. Sappiamo tutti che fine ha fatto il grunge, ma la band decide di ripresentarsi sul mercato con questo nuovo lavoro, che riesce solamente a lambire la sufficienza trovando posto nella categoria dei dischi ascoltabili e nulla più. Vale la pena citare “Drug Run To Fontana”, track dotata di un ruvido guitar riffing e di un vincente refrain, il fragoroso rock’n’roll che assume il nome di “Bad Luck” e l’incisiva “Headless Horsemen”. Le restanti canzoni risultano inspide e a tratti irritanti (vedi l’elettroacustica “Livin’ Like Shit” e la sghangerata “Madhouse Clown”) e per di più la prova dietro il microfono di Michael Savage è monocorde e spesso poco convincente, penalizzando oltremodo il risultato già non brillante di un lavoro destinato all’oblio. Deludenti.
