PINO SCOTTO – Buena Suerte

Pubblicato il 08/05/2010 da
voto
6.5
  • Band: PINO SCOTTO
  • Durata: 00:37:10
  • Disponibile dal: 02/04/2010
  • Etichetta: Valery Records
  • Distributore: Frontiers

Telepredicatore? Metal-opinionista? Guru del rock? O per citarlo, addirittura, dio del blues? Pino Scotto, classe ’49, è (quasi) tutto questo e per fortuna anche di più. Perché se è evidente che in questi ultimi anni la sua popolarità è risalita vertiginosamente, toccando livelli che probabilmente neppure lui immaginava, è pur vero che è in gran parte dovuta al suo essere presente attraverso il tubo catodico nelle case dei giovani rockettari medi, pubblico che magari neppure conosce le origini dello Scotto leader dei Vanadium. Ma alla resa dei conti, quando le parole valgono zero, e la gente ti giudica dal valore della tua musica, Pino dimostra che non è solo un bluff, che ha tanta passione da dare e ancora più energia per mandare a fare in culo tutti gli “spacciatori di demenza”, come li chiama lui. “Buena Suerte” è un concentrato non troppo originale ma ben suonato delle esperienze passate dell’uomo e del cantante, riveduto attraverso suoni corposi ma pur sempre didascalico esempio di hard rock con i “cabbasisi”, di quello che potevate ascoltare vent’anni fa e che, con buona pace delle tendenze del momento, potreste ascoltare tra altri venti sempre uguale a se stesso, ma sempre dirompente. Non servirebbero altre parole per delineare alla grossa i contorni del disco, ma qualche piccola sorpresa eppure c’è: il quasi metal di “Maldido Street”, la ballata acustica “Soldatini di Pongo”, le rive del Mississippi richiamate dall’armonica de “Il Pronista” e dalla breve strumentale “Blues On”. Oppure le ospitate di Caparezza su “Gli Arbitri Ti Picchiano”, Kee Marcello (ex-Europe) su “Morta E’ La Città” e Nina sulla già citata “Soldatini di Pongo”. Filo conduttore e arma vincente del CD è la voce di Pino, cantante di razza con un cuore enorme, che malgrado la quasi banalità delle invettive lanciate nei testi (ma provate a tradurne uno qualsiasi dello stesso genere dall’inglese) fa sembrare vero e convincente il suo punto di vista. Niente di trascendentale, siamo forse al limite dell’esercizio o dello standard (e “Diatribal Rock” ricorda moooolto “Kickstart My Heart”), ma se è pane al pane e vino al vino quello che cercate, qui lo troverete di sicuro. E ora… Datevi fuoco!

TRACKLIST

  1. Quore Di Rock 'N' Roll
  2. Morta E’ La Città
  3. Gli Arbitri Ti Picchiano
  4. Il Pronista
  5. Tempi Lunghi
  6. Soldatini di Pongo
  7. Stage Degli Innocenti
  8. Maldido Street
  9. Che Figlio Di Maria
  10. Blues On
  11. Diatribal Rock
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