6.0
- Band: PLACE OF SKULLS
- Durata: 00:55:09
- Disponibile dal: 04/04/2011
- Etichetta:
- Volcom Entertainment
- Distributore: Audioglobe
I Place Of Skulls di Victor Griffin sono da sempre uno degli “spin off” più convincenti della grande famiglia dei Pentagram. Il loro stoner doom è sempre stato piuttosto ispirato e caldo, pur non lesinando in pesantezza ed in oscurità. Con il nuovo “As A Dog Returns” il combo cambia leggermente rotta ed alleggerisce non di poco il proprio sound, portandolo spesso vicino alle coordinate del grunge rock. I primi due brani del nuovo lavoro sono saldamente legati al passato stoner (“The Maker”) e doom (“Breath Of Lfe”) della band, ma già dalla terza “Though He Slay Me” viene a galla un’anima quasi cantautorale che, detto onestamente, non riesce a convincere in virtù di melodie fin troppo marcate. “Dayspring” non si vergogna a citare i Pearl Jam, che vengono alla mente anche grazie all’intensa performance vocale di Griffin. Proprio la band di Seattle, insieme ai Nickelback, pare essere diventata indispensabile nella musica dei Place Of Skull, che costruiscono interi brani intorno a un riffing rock a stelle e strisce, come testimoniato da “He’s God” e “Desperation”, quest’ultima cover degli Steppenwolf. “Timeless Hearts” invece pare andare a pescare più a ritroso, riportando a galla tematiche e sensazioni care a band tipicamente hard and heavy ottantiane; il brano di per sé non è brutto, ma appare piuttosto banale e fuori contesto se preso nell’insieme. La conclusiva title track cerca di recuperare l’afflato stoner doom del passato, ma lo spettro dei Pearl Jam è ben presente anche in questo caso. Possiamo quindi dire che con “As A Dog Returns” i Place Of Skull, i cui membri iniziano già ad avere una certa età, si spostano su sonorità più adulte e rockeggianti, decisamente calde ed appassionate ma anche piuttosto sfruttate e derivative. Accettiamo la scelta della band, che oggettivamente pare fatta con il cuore, ma non ci possiamo esimere dal dire che la loro dimensione migliore è un’altra e che l’accantonamento (seppure parziale) della componente più sabbathiana ed ossianica della loro proposta pare aver fatto più male che bene ai ragazzi.
