7.0
- Band: PLAKKAGGIO
- Durata: 00:34:32
- Disponibile dal: 09/01/2026
- Etichetta:
- Motorcity Produzioni
Spotify:
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Sorseggiando una birretta, rigorosamente in lattina, gustiamoci il nuovo lavoro, il sesto per la cronaca, dei Plakkaggio. La band di Colleferro torna in pista a distanza di quattro anni dall’ultimo e fortunato, “Verso La Vetta”, album che aveva certificato la volontà poliedrica del gruppo laziale, abile a spaziare dal versante più power del metal sino a raggiungere i lidi più estremi del genere. Il tutto marchiato a fuoco da una sana dose di divertimento condita, da vent’anni a questa parte, da una realtà costruita su un’impalcatura cementata di resistenza e partecipazione. Elementi solidi e impegnati, nuovamente in azione nel qui presente “Cosmo” in cui GAbbath (alias Gabriele Calvano) e compagni spiccano il volo verso l’infinito e oltre… senza comunque perdere mai di vista le cose di casa nostra.
Con la loro personalissima New Wave of Heavy Black Metal Oi! i Plakkaggio sono riusciti ancora una volta a lanciare la propria arringa giocando su più livelli, senza dimenticarsi (o di contro accontentare) i fan dei vari generi. L’esperienza ormai maturata ha infatti permesso alla band italiana di sapersi destreggiare tra le formule più goderecce e quelle più crude, senza tralasciare la radice street-punk che rimane stabile nella sua fondamenta. Ecco perchè l’inizio della titletrack ci rimanda direttamente alla “Beyond The Black Hole” di ‘gammarayana’ memoria: un assaggio di power metal utile a scaldare i propulsori, lasciando a “Spada” il compito di manifestare l’attitudine rock/punk del gruppo; espressione poi ripresa nella più arrembante ed aggressiva “Posto di Blocco”. L’altalena ritmica e melodica fa quindi il paio con episodi più intimi e malinconici come “Labaro”, o veri assalti in stile “Uro – Bos primigenius”, riprendendo la precedente “Palaeoloxodon Antiquus”, dove strali tinteggiati di nero si insinuano tra sferzate hard’n’heavy, testimoniando la passione della band nei confronti del metallo più estremo. Ariosità e tensione che si mescolano perfettamente in “Dimora”, brano esemplare dei Plakkaggio versione 2026, unendo in pratica tutte le caratteristiche sviluppate dal gruppo sino ad oggi. Senza dimenticare, a chiudere il cerchio, il gentile omaggio ai Megadeth con una dignitosa “Tornado”.
“Cosmo” segue di fatto quanto stabilito da “Verso La Vetta”, il quale, come detto, aveva avuto il pregio di definire in toto – o, meglio ancora, attestare – il nuovo percorso del quintetto laziale, ed è per questo motivo che aveva trasmesso un maggior tasso di piacevole sorpresa. Il sesto lavoro dei Plakkaggio, seppur buono, rimane un filo sotto la bontà del precedente, garantendo comunque la matrice eclettica della band di Colleferro.
