PLATEAU SIGMA – Rituals

Pubblicato il 15/03/2016 da
voto
8.0
  • Band: PLATEAU SIGMA
  • Durata: 00:45:59
  • Disponibile dal: 15/03/2016
  • Etichetta: Avantgarde Music
  • Distributore: Audioglobe

“The True Shape of Eskatos” dei Plateau Sigma ha rappresentato per molti un fulmine a ciel sereno, sia per la qualità dei brani in esso contenuti, sia per la personalità con cui il quartetto ligure ha interpretato il genere di partenza. Giocando con un doom-death metal sfumato di psichedelia, “The True…” trovava una delle sue maggiori peculiarità anche in una certa vocazione dark-wave della band, ottenuta spesso mediante arrangiamenti cristallini e irresistibili clean vocals. Il nuovo “Rituals” è un disco meno ruvido e distorto del precedente, sovente privo dell’odio e del tormento riflesso nei testi e nei riff di alcune dei brani di punta del lavoro di due anni fa. Le nuove composizioni che ritroviamo sono frutto della riflessione di un gruppo che si sta evolvendo e che al tempo stesso prova a fare un esauriente punto della situazione. Quanto detto poco sopra emerge notevolmente in “Palladion”, la prima vera canzone della tracklist: siamo al cospetto di un pezzo in cui si ravvisa una particolare cura per quelle che sono le atmosfere, sospese a metà, di tutto il disco. Un doom estemporaneo, onirico, accompagnato da semplici versi, che gioca parecchio sul contrasto tra la flemma del comparto vocale – che qui parte da un pigro pulito per poi concedersi un’apertura più maschia verso la parte centrale – e una coltre di suono generata da continui arpeggi e ricami psichedelici, fino alla lieve accelerazione nel finale, fresca, orecchiabile e liberatoria. Più pesanti, invece, le restanti canzoni, dove gli arpeggi rimbalzano su un riffing maggiormente severo, sul quale riesce a trovare spazio anche l’austero growl che avevamo avuto modo di conoscere nelle precedenti prove dei quattro. Ma, ovviamente, anche qui non è soltanto con rigide ritmiche e richiami extreme metal che la nuova musica dei Plateau Sigma ammanta e travolge l’ascoltatore: in ogni episodio non sono rari puri e affascinanti momenti neo-psichedelici, così come un vago sentore “post” in alcune parentesi strumentali particolarmente dilatate (vedi “Cvltrvm”). “Rituals”, del resto, è un lavoro dal sapore molto particolare – magicamente sospeso tra Pink Floyd, gli Anathema di “Serenades”, Beyond Dawn e i Cult Of Luna di metà carriera – e che richiede un po’ di tempo per essere assimilato del tutto. Il risultato finale, tuttavia, è assolutamente degno di più riascolti futuri. Attraverso la sua apparente semplicità, l’opera delinea nuovi territori creativi per la band e, al tempo stesso, non ne snatura l’ormai tipico impianto sonoro. Di nuovo, si resta impressionati dalla perizia e dalla spontaneità del songwriting di questi ragazzi, oggi più che mai una realtà da seguire con attenzione, in Italia e all’estero.

TRACKLIST

  1. The Nymphs
  2. Palladion
  3. The Bridge and the Abyss
  4. Cvltrvm
  5. Rituals pt.I
  6. Rituals pt.II
1 commento
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