PLEBEIAN GRANDSTAND – False Highs, True Lows

Pubblicato il 26/07/2016 da
voto
8.0
  • Band: PLEBEIAN GRANDSTAND
  • Durata: 00:35:40
  • Disponibile dal: 29/04/2016
  • Etichetta:
  • Throatruiner Records

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Di cosa si nutre una bestia tanto immonda e famelica come quella dei Plebeian Grandstand? Quali sono le correnti, le influenze musicali, che questo Behemoth di violenza e furia invereconda mastica e stravolge a proprio piacimento? La domanda potrebbe in realtà riservare qualche gustosa ed inattesa sorpresa, visto il carattere profondamente contaminato e mutevole di questo “False Highs, True Lows”. Citare solo il moderno trend del black metal atmosferico, infatti, non renderebbe giustizia alla profondità e alla corposità che la sezione ritmica dona a questa assurda realtà francese, così come accostare il loro nome all’oramai diffusissimo verbo dei Deathspell Omega finirebbe per banalizzare un’attitudine molto più eterogenea, imparentata in maniera stretta con grindcore, powerviolence e tutta quella cultura del disagio esistenziale che trabocca prepotente dalla prestazione vocale e dalla musica tutta di questo album. Una cosa è certa, non basteranno due, dieci, venti ascolti per cogliere l’essenza irreprensibile e viscosa di questo lavoro, tutta l’esperienza che potete aver accumulato in materia di musica estrema negli ultimi anni non basterà a rendere “False Highs, True Lows” un lavoro prevedibile o anche solo facilmente assimilabile, grazie ad una distorta vena creativa che si alimenta costantemente di desolazione e sofferenza, verso lidi sconfortanti difficilmente accettabili. “Low Empire” è infatti solo il principio di una discesa infernale che perderà durante il suo tragitto qualsiasi parvenza di logica razionale e di sanità mentale da parte di questi francesi: “Tribute And Oblivions” sa farsi infatti ancora più agghiacciante, prima di sfociare nei deliri black/noise di “Volition”, un monolite inconoscibile di inaudita aggressività che riesce a catturare pur priva di una vera e propria forma-canzone che possa definirsi tale. Non basteranno i pochi secondi di riposo di “Mineral Tears” per tirare il fiato, perché “Oculi Lac”, pur con delle sonorità apparentemente più melodiche, non fa altro che aumentare l’angoscia ed il senso di oppressione perpetrato dai Plebeian Grandstand. Disturbanti e fieramente consci della loro pesante monodimensionalità, i quattro transalpini riescono a rendere terrificanti semplici arpeggi di chitarra, trovano il modo di rendere inquietanti ripetizioni ossessive e stacchi strumentali che suonano esattamente come delle badilate dritte sul setto nasale (“Tame The Shapes”). E noi ce ne stiamo qua, a spendere parole d’elogio per un lavoro che probabilmente abbiamo completamente frainteso, o che, forse, abbiamo colto esattamente nella sua essenza. Scherzo della natura, “False Highs, True Lows” non si rivelerà mai davvero per quello che è, lasciato un profondo sentimento di scontentezza e frustrazione che di volta in volta, fortifica ed ingrandisce il terrore di questo album. Ecco probabilmente di cosa si nutrono i Plebeian Grandstand: è con il nostro sconforto, con la nostra riluttanza ad accettare quel che è ignoto e a fuggire da esso, che banchettano avidamente questi musicisti… anche se forse sarebbe più corretto definirli dei nichilisti artistici, considerate le loro aberranti creazioni musicali.

TRACKLIST

  1. Mal Du Siècle
  2. Low Empire
  3. Tributes And Oblivions
  4. Volition
  5. Mineral Tears
  6. Oculi Lac
  7. Tame The Shapes
  8. Eros Culture
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