7.0
- Band: POISON RUÏN
- Durata: 00:20:00
- Disponibile dal: 02/08/2024
- Etichetta:
- Relapse Records
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2024: la meiosi tra le due anime dei Poison Ruïn, che era stata croce e delizia – soprattutto delizia, diciamocelo – all’ascolto delle loro uscite precedenti, pare essere completata; e come insegna la genetica, eccoci di fronte a qualcosa che prefigura un’entità ancora diversa.
Ma andiamo con ordine. In questi stessi giorni, la Relapse porta sugli scaffali anche il nuovo progetto Shadow Knell, in cui ritroviamo proprio i membri dei Poison Ruïn, completamente votato all’anima dungeon synth che pervadeva non poco i solchi della band americana; ed ecco quindi che su “Confrere”, a ricordare certe soluzioni dungeon/sinfoniche/cinematografiche, non restano altro che un preludio e un interludio, peraltro molto più stuzzicanti nei loro due, scarsi minuti di durata dell’intero disco gemello.
Per il resto, spazio alla dimensione più guitar driven, sebbene con una produzione un po’ meno scarna e grezza, per quanto sempre vivacemente sguaiata e punk nel DNA. Questo EP è sicuramente più vicino al loro primo disco, compreso un certo sentore deathrock (“Confrere”) e, in generale, una lunga ombra di scuola scandinava sul loro sound, resa particolarmente esplicita dal basso possente e da ritmi meno esasperati, per quanto trascinanti.
“Attrition” ed “Execute” sono puro post-punk 1979, e come non goderne, tuttavia sempre pervasi di quella strana aura che, diciamocelo, ci ha fatto amare i Poison Ruïn dalla prima nota: quella sensazione che siano degli impostori, che facciano tutto’ a caso’, ma riuscendoci benissimo e con personalità. Tanto che anche quando sfiorano territori thrash, come su “Laid Waste” lo fanno passando più dai Discharge e da certo speed metal di nicchia che non dalla leccata nostalgia a base di cartuccere e baffi imberbi che tanto tira ultimamente.
Alla fine si tratta di soli cinque brani, un coito interrotto troppo velocemente, ma che ci permette comunque di applaudire il ritorno della band di Philadelphia. In attesa di capire se, come le creazioni degli scienziati pazzi dell’immaginario da b-movie, muteranno ancora forma o continueranno a cercare di farci nuovamente del male sotto queste spoglie.
