POISONBLACK – Of Rust And Bones

Pubblicato il 16/04/2010 da
voto
6.5
  • Band: POISONBLACK
  • Durata: 00:49:31
  • Disponibile dal: 19/03/2010
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

Tornano al disco i Poisonblack di Ville Laihiala, a due anni di distanza dal precedente “A Dead Heavy Day” e mantenendo inalterata la formazione. Ancora una volta lo stile dei nostri corre sui binari post-Sentenced ai quali il gruppo ci ha abituati, e se l’eredità della band madre di Laihiala è e sarà comunque sempre incombente, il voler mischiare le carte e provare qualcosa di nuovo si avverte lungo i microsolchi di “Of Rust And Bones”. Neppure le influenze HIM, in verità più presenti a inizio carriera, scompaiono del tutto, e anzi vengono aggiornate alle ultime uscite di casa Valo, diventando così più rock e meno metal. Controcorrente tuttavia le chitarre, che sembrano degli schiacciasassi per quanto sono compresse, ricordando le accordature dei Samael o piuttosto di qualche gruppo stoner che prova a suonare un pezzo degli Evile. Purtroppo, la medaglia ha due facce, e se la scelta contribuisce a donare al CD un suono più ruvido e caldo, allo stesso tempo toglie gran parte della dinamica dei pezzi, rendendo necessari almeno un paio di ascolti per far emergere compiutamente la trama compositiva. Altra caratteristica del disco è la presenza di ben tre brani di otto minuti: il meno buono è di certo “Down The Drain”, che si farebbe anche apprezzare per il feeling jazzato delle tastiere, la chitarra sorniona che disegna l’intro e la voce che accarezza l’immagine di un ultimo bicchiere nel pub semivuoto, ma allunga troppo la misura vanificando le atmosfere create. Meglio “Invisible” che, pur essendo altrettanto lunga, riesce a raggiungere diverse corde emotive, sfoggiando prima un inizio che potrebbe essere stato scritto Steve Vai, trasformandosi in una ballata settantiana dagli accenti folk, fino a convergere in un ritornello forse troppo simile agli altri del disco ma che ci sta come il cacio sui maccheroni. Buone anche la conclusiva “The Last Song”, che gioca con arpeggi alla Metallica adattandoli allo stile Poisonblack e aggiungendo una coda hard-boogie, e “My Sun Shines Black”, opener di carattere che spinge sul pedale dell’acceleratore fino al break centrale, molto nordico nelle melodie, e riparte alla grande. Addirittura i Rammstein si materializzano tra le note di “Casket Case”, e la festa è completa. Discreto ritorno per Ville e soci e, anche se si poteva fare ancora meglio, magari rendendo più coerenti i tanti e diversi spunti proposti, il risultato non deluderà gli affezionati alla band finlandese (che non si lasceranno scappare il digipack con la bonus “Half Past Dead”).

TRACKLIST

  1. My Sun Shines Black
  2. Leech
  3. My World
  4. Buried Alive
  5. Invisible
  6. Casket Case
  7. Down The Drain
  8. Alone
  9. The Last Song
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