PØLTERGEIST – Nachtmusik

Pubblicato il 24/10/2024 da
voto
7.5
  • Band: PØLTERGEIST(CAN)
  • Durata: 00:40:00
  • Disponibile dal: 25/10/2024
  • Etichetta:
  • Bad Omen Records

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Esistono – o sono esistite – almeno dieci band chiamate Poltergeist, nessuna delle quali ha avuto vita lunga o particolare fortuna discografica, ma i Pøltergeist canadesi sembrerebbero destinati a spezzare questa maledizione.
“Nachtmusik” è infatti l’opera prima di questo giovane progetto di Kalen Baker, mente, voce e chitarra; la line-up attuale vede Jacob Ponton alla chitarra, Ben Wytham al basso, e Amy Moore alla batteria, anche se questo disco vede l’apporto in studio di Al Lester (Spell) dietro le pelli.
Sia Baker che Wytham vengono dal mondo dell’heavy metal, infatti entrambi militano nei Whyte Diamond, una formazione nata in ossequio alla lezione della NWOBHM di Angel Witch, Witchfinder General e compagnia oscura.
E sempre di oscurità – evidentemente – si parla anche qui, declinata però secondo stilemi differenti: il mastermind Baker parla di post-punk, miscelato al metal tradizionale, più una spruzzata di shoegaze (vecchia maniera, aggiungiamo noi).
Il disco, che segue gli EP “Yesterday Fades” del 2020 e “Hallucinations In The Catacombs” dell’anno seguente, sviluppa le coordinate già abbozzate in questi lavori, rivelando un sound notturno ed elegante, eppure capace anche di graffiare, e che vede le proprie radici ben ancorate nel dark, nel death rock e in tutto ciò che gravitava attorno a quei mondi negli anni ‘80 (perché alla fine, volenti o nolenti, sempre lì si torna).
La caratteristica interessante di questi ragazzi è appunto la disinvoltura con la quale mixano The Cure e Satan, Echo & The Bunnymen e Iron Maiden, com’è ad esempio il caso delle ottime “Yesterday Fades” e “Will We Ever Live Again”, nelle quali la struttura ipnotica e danzereccia e rafforzata dalla pesantezza di chitarre heavy metal.
Altrove è la componente gotica (in ogni caso preponderante) a farla da padrone, con risultati particolarmente apprezzabili nella punkeggiante “Swallowed By The Ocean”, che odora di TSOL, o nel singolo-manifesto “Children Of The Dark”, che richiama alla mente The Sisters Of Mercy con un tocco di metallo; citiamo ancora “Ethereal Nightmare”, un pezzo che cresce in intensità sino ad un finale energico ed ipnotico.
I riferimenti stilistici e culturali sono molti e anche parecchio evidenti, però i Pøltergeist di Calgary fanno un bel lavoro a livello compositivo, scrivendo bei pezzi e dando vita ad un connubio affascinante, anche se certamente già indagato, solitamente però sempre partendo da una base solidamente metal, per arrivare al dark, e non viceversa (pensiamo ad esempio ad In Solitude e Tribulation). Qui invece è un po’ come se gli Horror Vacui inserissero assoli in stile heavy classico e una certa pesantezza metal.
Un altro tratto apprezzabile riguarda i riferimenti alle colonne sonore, che non mancano affatto: la stessa title-track è una strumentale che grida b-movie per tutti i suoi due minuti di durata, ma il sentore di teen horror – rigorosamente di epoca eighties – si può ascoltare un po’ durante tutto il disco.
Certo, come abbiamo detto questo è innanzitutto un tributo al dark rock degli anni d’oro (o meglio porpora), già a partire dall’iconografia, ma fa bene il suo lavoro, e forse proprio grazie al fatto che chi sta dietro al progetto ‘nasce’ in un altro contesto musicale, e si porta dietro qualcosa da lì; perfetta è anche la produzione, che evita i suoni patinati di nomi più blasonati.
Nel complesso un album piacevolissimo, e un nome da tenere sott’occhio.

TRACKLIST

  1. Einfürung
  2. Burning Sword
  3. Ethereal Nightmare
  4. Cold In September
  5. Yesterday Fades
  6. Nachtmusik
  7. Children Of The Dark
  8. Swallowed By The Ocean
  9. Will We Ever Live Again
  10. Walking Alone
  11. Dammerung
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