PORTAL – ION

Pubblicato il 30/01/2018 da
voto
8.5
  • Band: PORTAL
  • Durata: 00:36:56
  • Disponibile dal: 26/01/2018
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore: Audioglobe

A cinque anni di distanza da “Vexovoid” il portale si riapre per inghiottire nel vuoto cosmico del nuovo “ION” tutto quello che trova sul suo cammino, rivomitando un materiale sonico alterato e ricomposto secondo canoni assurdi e depravati, logici solo secondo regole provenienti da altre dimensioni. Il percorso dei Portal infatti continua a svilupparsi frastagliato e contorto come da aspettativa, ma plasmato secondo forme solide e monolitiche, come un incubo comune a cui si aggiungono ogni volta nuovi, agghiaccianti dettagli del terrore. Quel che più interessa ai cinque di Brisbane, stavolta, è ridicolizzare la normale concezione spazio/tempo da sempre accettata come tale, scomponendone gli elementi e ricucendone i brandelli in nuovi immonde creazioni, organicamente compatibili solamente se inserite nel maelstrom allucinato che viene creato come base portante del suono di “ION”. Riff che si allungano oltremisura nelle battute, interventi chitarristici arrangianti secondo regole armoniche inesistenti per noi, ma perfettamente riuscite secondo l’orripilante mente di Horror Illogium, una concezione allo stesso tempo enorme e minuscola dello scorrere musicale fanno di questa nuova raccolta di brani un esempio fulgido ed annerito di sperimentazione programmatica, una continua messa in discussione di dogmi prestabiliti semplicemente annichiliti dalla furia innovativa ed inusuale dei Portal. Echi di realtà distanti e sconosciute riecheggiano già nei primi momenti di “Nth” e nella furia distruttiva di “ESP ION AGE”, un’apertura violenta incentrata sulla percussività straripante delle ritmiche, una folle, vorticosa ascesa verso le peripezie solistiche di “Phreqs”, vero e proprio inno del delirio e raggiungimento di un climax frenetico dalla tensione insopportabile. “Crone” si presenta come un illusorio momento di raccoglimento prima di esplodere nella seconda parte del lavoro, particolarmente segnante nei passaggi epilettici di “Revault Of Volts” e “Phathom”, nel noise inaffrontabile e crudele di “Spores”, nella inquietante melodia conclusiva di “Olde Guarde”, alieno richiamo del mostro che torna a chiudersi nella sua tana extradimensionale fino alla prossima, inevitabile calata nel nostro mondo. Al termine di tutto, quel che rimane del suo osceno banchetto è un ammasso di frammenti death metal contaminati e storpiati, rumore in alcuni casi, ma musica sublime se provenienti dalle profondità abissali dell’Occulto, dove suono e sensazione fisica sembrano unirsi così indissolubilmente se si considera la materialità opprimente del gruppo australiano. Dopo lavori lunghi e meticolosi, “ION” ci consegna una versione dei Portal più feroce ed istintiva, un’eruzione di idee deviate che ha trovato corpo in un fulmineo attacco incontrollabile dominato da velocità, ferocia e complessità tutte legate dallo sprezzante sentimento di superiorità che sembra ispirare le gesta sadiche dei Portal.

TRACKLIST

  1. Nth
  2. ESP ION AGE
  3. Husk
  4. Phreqs
  5. Crone
  6. Revault Of Volts
  7. Spores
  8. Phathom
  9. Olde Guarde
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