PORTRAYAL OF GUILT – Christfucker

Pubblicato il 15/11/2021 da
voto
7.5
  • Band: PORTRAYAL OF GUILT
  • Durata: 00:27:55
  • Disponibile dal: 05/11/2021
  • Etichetta:
  • Run For Cover Records

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Non è passato nemmeno un anno dal precedente “We Are Always Alone” che i Portrayal of Guilt rilasciano il loro terzo full-length, stavolta sotto la Run For Cover Records. Il rumore assordante del trio di Austin si incanala nel tubo catodico di un vecchio televisore generando disturbanti immagini in bianco e nero. “Christfucker” è il titolo esplicito di una trasmissione sonora nella quale si sovrappongono trame distorte, contagiate da fragorosi elementi black metal, death e hardcore. Rispetto al passato, la violenza ritmica che contraddistingue i Nostri non si è di certo placata ma, sostanzialmente, sembra aver cambiato forma. Matt King e compagni hanno incupito il loro sound estremizzando la rabbia in paura, trasformando gli spigoli taglienti della ferocia in sinuose strette soffocanti. I ritmi iniziali di “The Sixth Circle” rasentano i territori dark per poi distaccarsi definitivamente in scroscianti cascate di fuoco: le stesse fiamme che circondano gli eretici nel sesto cerchio dell’Inferno di Dante. È l’inizio di un drammatico cortometraggio sfocato da vibranti linee di basso ed ostili frustate a sei corde che bruciano i timpani. Nel buio di “Christfucker” l’irrefrenabile ritmica virulenta, che rimanda ai connazionali Full of Hell, è in grado di cambiare forma trasformandosi in una fanghiglia sonora nella quale pulsano tempi incalzanti e compatti. Basti pensare a “Sadist”, “The Crucifixion” e “…where the suffering never ends” per rendersi conto di quanto il suono dei Portrayal of Guilt si sia gravato di pesanti macigni che giacevano nella disperazione melmosa di paludi doom. La band trascina con veemenza questo pesante fardello nel percorso multiforme di un disco che sa sorprendere nonostante la breve durata che non supera la mezz’ora. Durante l’ascolto del full-length è facile incappare in grovigli noise (“Bed of Ash”) dai quali si slegano segmenti punk che esplodono in un sano squilibrio sonoro come nel caso di “Master/Slave”. Nel magnetismo inesorabile di “Dirge”, un giro di chitarra ipnotico viene divorato da un mostro composto da sole fauci, le stesse fauci che esortano quella rabbia repressa nelle tenebre dei Nostri.
I Portrayal of Guilt pubblicano dunque un ottimo disco che strizza l’occhio a coloro che prediligono sonorità più cupe e pesanti in grado di intingersi nell’hardcore senza mai annegarvi. Nonostante il breve tempo che separa questo disco dal precedente, “Cristhfucker” non appare affatto come un’appendice di “We Are Always Alone”, ma brilla di luce propria, una luce sottile in fondo ad un tunnel di totale delirio.

TRACKLIST

  1. Intro to CHRISTFUCKER
  2. The Sixth Circle
  3. Sadist
  4. Fall from Grace
  5. Dirge
  6. Bed of Ash
  7. The Crucifixion
  8. Master/Slave
  9. …where the suffering never ends
  10. Possession
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