7.5
- Band: POSSESSION
- Durata: 00:36:51
- Disponibile dal: 24/04/2017
- Etichetta:
- Iron Bonehead Prod.
Debut album per i Possession, truce formazione belga già segnalatasi nel circuito death-black grazie ad una serie di EP rilasciati fra il 2013 e il 2015. Il gruppo ha lavorato con la dovuta calma a questo suo primo capitolo sulla lunga distanza, mettendo sul tavolo le solite carte – gretto proto-black metal, ritmi thrash, melodia ruvida – ma affinando maggiormente il songwriting, in modo da conferire ad ogni composizione una identità più spiccata. Durante l’ascolto di “Exorkizein” si respira un’aria più concorde e ambiziosa, oltre appunto ad un affinato gusto per i riff e i chorus. Il disco, insomma, si guarda bene dal proporre soltanto numeri di routine e soluzioni che potremmo trovare in uno di quei tanti dischi forzatamente nostalgici che ultimamente vengono vomitati dall’underground: per ogni passaggio che richiama pari pari la tradizione di Bathory ed Hellhammer, troviamo uno spunto collocabile sullo stesso piano di quel black-thrash muscolare, pompato di blasfemia, ma segnato da una maggiore ariosità e apertura melodica che ha reso grande “Lawless Darkness” dei Watain. La spontaneità delle urla di “Sacerdotium”, le campane di “Infestation – Manifestation – Possession” e il finale epico di “Preacher’s Death”, ad esempio, dimostrano come i Possession siano in grado di rivestire una formula tradizionalista di un tocco ispirato e personale. Siamo al cospetto di una macchina ben rodata, capace di seguire una strada conosciuta evitando però di inserire sempre e comunque il pilota automatico. La cura per gli arrangiamenti e la genuina veemenza che animano questo primo album rappresentano un momento importante per la crescita e la maturazione stilistica e musicale di questa promettente realtà; se i Possession continueranno a comporre con questo zelo, d’ora in avanti la loro carriera non potrà che essere in discesa.
