POSSESSION – The Mother of Darkness

Pubblicato il 10/03/2026 da
voto
8.0
  • Band: POSSESSION
  • Durata: 00:51:32
  • Disponibile dal: 25/02/2026
  • Etichetta:
  • Iron Bonehead Prod.

Spotify:

Apple Music:

Diventati ormai una presenza di culto nell’underground europeo, i Possession possono permettersi ciò che a molti altri è precluso: sparire per anni e riemergere all’improvviso con un nuovo album, senza teaser, senza singoli di anticipo, senza l’ormai inevitabile bombardamento social. “The Mother of Darkness” arriva così, come un portone che si spalanca nel cuore della notte, lasciando fuoriuscire un’ondata di oscurità compatta e indifferente alle mode.

Rispetto al primo full-length “Exorkizein” e a un po’ tutte le uscite degli inizi, il nuovo lavoro appare più feroce ma anche più maturo nella scrittura. L’intensità complessiva è aumentata: i brani spingono con maggiore continuità sull’acceleratore, eppure la band belga non rinuncia a un’articolazione interna più ricca. Uptempo brucianti e midtempo marziali si alternano con fluidità, mentre i riff, pur restando taglienti e intrisi di zolfo, risultano oggi più rotondi, più riconoscibili, capaci di sedimentarsi nella memoria (vedi quelli che imperversano all’interno della subito esaltante “Graveside Prayer”).

Se agli esordi era abbastanza facile individuare coordinate precise – i rimandi a Sarcofago o a Hellhammer potevano a volte apparire piuttosto evidenti – oggi il discorso si è fatto più sfumato. Il cosiddetto metal of death dei Possession si colloca in un ideale crocevia tra black, thrash e proto-death, ma senza che una componente prevalga sempre nettamente sulle altre. È un suono senza tempo, che evoca un mondo in cui le barriere tra sottogeneri sono porose e dove l’estremo si nutre di contaminazioni spontanee piuttosto che di compartimenti stagni. Certo, si può intravedere un’affinità con alcune famigerate formazioni della scena australiana più oltranzista, soprattutto nell’orgogliosa rivendicazione di un’attitudine fieramente metal e nella capacità di spingere verso territori più estremi senza perdere coerenza, tuttavia, più si ascolta “The Mother of Darkness”, più appare chiaro che i Possession siano ormai tutto sommato una realtà a sé: old school fino al midollo, eppure non facilmente sovrapponibili a un modello preciso.

Tra foreste oscure e manieri isolati, tra cappelle immerse nel silenzio e rituali consumati sotto cieli senza stelle, la band costruisce un’aura narrativa che avvolge la musica senza soffocarla. Non si tratta di semplice o pacchiana decorazione fantasy: queste immagini sembrano piuttosto amplificare la dimensione narrativa e rituale dei brani, conferendo ai passaggi più cadenzati un tono quasi solenne, mentre le accelerazioni diventano vere e proprie cacce notturne scandite da cuori esultanti e grida soffocate. Interessante anche l’emergere, ormai costante, di una vena melodica in chiave oscura. Non è una melodia consolatoria, ma un’eco epica che si insinua tra le pieghe dei riff, rafforzando il senso di fatalismo che percorre l’intero album. Questo equilibrio tra ferocia e suggestione rappresenta forse il principale passo avanti rispetto al passato: il quintetto non rinuncia a nulla della propria aggressività, ma la incanala in strutture più consapevoli e stratificate.

“The Mother of Darkness” è un disco che cresce con gli ascolti, rivelando piccoli dettagli e sfumature a ogni passaggio. È soprattutto un atto di fede incrollabile nel verbo del true metal, inteso non come sterile riproposizione di stilemi, ma come adesione totale a un’estetica e a un’attitudine. In un’epoca in cui proliferano formazioni che adottano l’iconografia dell’estremo senza condividerne la sostanza, i Possession rispondono con un’opera compatta, feroce e profondamente sincera. Un ritorno che pretende attenzione.

 

TRACKLIST

  1. Intro
  2. The Black Chapel
  3. Graveside Prayer
  4. The Wild Hunt (Let Them Run)
  5. Exhulted Hearts
  6. Outro
  7. Cry-Shrine-Die
  8. The Mother of Darkness
  9. Latrodectus Tela
  10. Young Blood Ritual
  11. Outro
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.