POVERTY’S NO CRIME – Spiral Of Fear

Pubblicato il 08/09/2016 da
voto
6.5
  • Band: POVERTY'S NO CRIME
  • Durata: 00:55:54
  • Disponibile dal: 04/29/2016
  • Etichetta: Metalville
  • Distributore:

Quando abbiamo scoperto, un po’ fortunosamente in verità, che era uscito un nuovo album dei tedeschi Poverty’s No Crime, siamo stati piuttosto felici, giacché ci sono sempre piaciuti. Formazione tedesca operante nell’ambito del progressive metal più tradizionale per quel periodo – quello di scuola Dream Theater, per intenderci – i Poverty’s No Crime iniziarono appunto qualche anno dopo i maestri di New York, rilasciando il loro primo album “Symbiosis” nel 1995. Seguirono poi una serie di album di livello sempre buono, distanziati in genere da una media di circa tre anni, che trovarono a nostro avviso il loro apice con “The Chemical Chaos”, ineguagliato lavoro del 2003 e nell’immediato successore, il buon “Save My Soul” del 2007. Dopo quell’album, però, il silenzio. A distanza di nove anni la progressive band teutonica ci sorprende con un inaspettato nuovo lavoro, comunque buono e degno di essere accostato ai propri predecessori, privo però di quegli spunti realmente vincenti che avevano fatto dei lavori della band nella prima meta del decennio 2000 – 2009 appunto dei piccoli gioiellini. “Spiral Of Fear” è in effetti sì un album elegante e ben realizzato, arricchito dal pregio non indifferente di coniugare in maniera mirabile l’aspetto puramente tecnico e quello della fruibilità, ma è però anche un lavoro un po’ opaco a livello di genialità e creatività, un disco cioè prono ad appoggiarsi a soluzioni magari ottime ma già sentite, oppure a strutture inedite ma leggermente più farraginose che in passato. Il tessuto musicale di “Spiral Of Chaos” scorre però indubbiamente con una certa solidità, attraversando un’oretta circa di musica ripartita in otto passaggi dalla durata medio-alta: una scelta questa che riduce il numero delle suite veramente lunghe (intorno ai dieci minuti troviamo solo la conclusiva “Wounded”) ma per forza di cose ‘costringe’ praticamente tutti i pezzi a una durata superiore ai sei minuti, con la maggior parte dei brani che però supera anche i sette. Il risultato è un po’ monolitico, con appunto troppi pezzi lunghi simili fra loro e privi di una struttura riconoscibile che permetta di separarli con una certa sicurezza: si somigliano un po’ tutti! Stilisticamente, dicevamo, non siamo ancora troppo distanti dal progressive di “Images And Words” o “Awake”, anche se nel tessuto musicale dei Poverty’s No Crime è possibile riscontrare un maggior numero di momenti rilassati e più classicamente rock di marca Yes o addirittura Pink Floyd, oltre che un approccio vocale sicuramente diverso da quello di LaBrie, e ricordante su più tratti i bravi Everon oppure i compaesani Vanden Plas. A conti fatti, nonostante qualche magagna riscontrata, siamo ancora felici di questo ritorno, e abbiamo potuto godere di un album comunque di livello e ricco di bei passaggi; peccato solo appunto che l’ombra dei lavori del decennio scorso della band eclissi parzialmente la buona riuscita di questo “Spiral Of Chaos”. In effetti, però, di storia da scrivere i Poverty’s No Crime sembrano averne ancora… chissà mai che un prossimo album, magari non pubblicato tra nove anni, non ci faccia cambiare di nuovo idea. Almeno, noi lo speriamo tanto.

TRACKLIST

  1. The Longest Day
  2. Spiral Of Fear
  3. Fatamorgana
  4. A Serius Dream
  5. The Fifth Element
  6. The Ballad Of 91
  7. Dying Hopes
  8. Wounded
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