7.0
- Band: POWER BEYOND
- Durata: 00:24:29
- Disponibile dal: 21/11/2025
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Mini-album autoprodotto di quattro tracce per i Power Beyond, band nostrana che si mette subito in mostra con questo disco di breve durata, con in evidenza chiare influenze derivate dalla scena heavy metal americana e quel progressive metal che ha segnato gli anni Novanta, puntando su un sound eclettico ma altrettanto roccioso.
Nati a Napoli ad inizio secolo ma pressoché immobili fino al 2019, quando si rimettono in pista con il solo Bruno Masulli – principale compositore oltre che voce e chitarra – e poco dopo con il ritorno del bassista Carmine Cuomo; un paio di EP, qualche singolo ed eccoci ai giorni nostri con la pubblicazione di questo “From The Beginning To End”.
Quattro canzoni che erano state rilasciate come singoli in digitale e che ora vengono ri-registrate, mixate e rimasterizzate. Composizioni complesse, nonostante la durata non sia esagerata, ma in grado di muoversi in maniera dinamica, mostrando strutture poco lineari e collegamenti con primi Fates Warning, Poverty’s No Crime e Mystic-Force, il tutto creando atmosfere cupe e senza disdegnare qualche passaggio irruente; lo dimostra ad esempio la title-track, che apre l’ascolto tra riff potenti, linee vocali tenebrose ed assoli di chitarre che viaggiano con decisione.
E sono proprio le chitarre suonate da Bruno Masulli ad essere assolute protagoniste dell’ascolto: non si fermano un secondo e continuano a macinare riff, come nella partenza della grintosa “Undaunted” dalle reminiscenze thrash metal (Sanctuary!); ma è altrettanto doveroso segnalare l’ottimo lavoro di un indiavolato Claudio Del Monaco dietro alla batteria, davvero notevole nel correre ai mille all’ora con il doppio pedale e colpire forte i tamburi, mostrando una tecnica invidiabile durante i tanti cambi di atmosfere che caratterizzano i vari pezzi.
Alla band partenopea piace correre con decisione, e ciò è ben chiaro in particolare con la conclusiva “Conquest Of Mind”, dove chitarre dal suono secco e crudo costruiscono riff aggressivi, sui quali spinge a testa bassa il drumming di Claudio e dove si posano linee vocali ruvide ed incisive.
Le premesse sono buone per i Power Beyond che, con questi quattro nuovi brani, mostrano ottime potenzialità.
Si può smussare forse un po’ il lato vocale con qualche apertura più incisiva e coinvolgente, ma soprattutto si deve lavorare su nuove composizioni della stessa qualità in modo da poter puntare – senza andare troppo in là col tempo – su un full-length completo per quaranta/quarantacinque minuti di musica.
