POWER QUEST – The Sixth Dimension

Pubblicato il 17/10/2017 da
voto
5.5
  • Band: POWER QUEST
  • Durata: 00:54:26
  • Disponibile dal: 13/10/2017
  • Etichetta: Inner Wound
  • Distributore: Andromeda

I Power Quest sono una di quelle band ad aver cambiato talmente tante volte musicisti da avere unicamente come colonna portante originaria il tastierista Steve Williams che, a quattro anni dal presunto scioglimento e alla bruttissima dipartita dei fratelli Owen (i quali hanno piantato in asso il tastierista poco prima di un festival la scorsa primavera), torna con la sua creatura su disco. “The Sixth Dimension” vede in formazione gli storici Paul Finnie e Rich Smith, rispettivamente a basso e batteria, più una serie di nuovi arrivati agli altri strumenti, incluso l’ingresso di Ashley Edison dei Dendera alla voce. Con una line-up così rinnovata cosa poteva succedere a livello musicale? Sostanzialmente nulla di nuovo: il power gonfissimo di synth tipico dei Power Quest è sempre quello, con tanto di trovate neoclassiche infilate in più punti e cori in pieno stile ‘happy metal’, come direbbe qualche burlone. Il problema è proprio che non è cambiato davvero nulla: l’ingresso dei nuovi membri non aggiunge praticamente niente di nuovo a quanto eravamo già abituati a sentire dalla band, che qui si limita a svolgere il classico compitino da mestierante. In più punti si avverte l’assenza delle influenze progressive che avevano reso “Blood Alliance” un piccolo gioiellino di prog-power e, peggio di questo, mancano quei ritornelli scanzonati che più e più volte facevano venire voglia di alzare le corna per aria. Intendiamoci: è tutto come il disco uscito nel 2011, ma manca il sentimento che lo animava, trasformando “The Sixth Dimension” in un album che fatica a decollare fino alla fine, quando per fortuna con la title track scritta a quattro mani da Williams insieme a Richard West dei Threshold e una apparizione di Anette Olzon qualcosina cambia. Fino all’ultima canzone, purtroppo, è invece un continuo sentire buone idee soffocate da un songwriting esageratamente tutto uguale, quasi portato al parossismo se si escludono casi fortuiti come la buona “Face The Raven”, già sentita nell’EP uscito nel 2016. Il fatto che comunque sia tutto uguale, come scritto prima, non significa certo che “The Sixth Dimensions” sia un disco totalmente mediocre, perché qua e là i buoni spunti ci sono specialmente per quanto riguarda i cori e il lavoro delle due chitarre. Purtroppo un altro elemento che va segnalato è proprio Edison, che deve probabilmente ancora prendere bene le misure del cantato all’interno della band per poter cominciare a lavorare meglio sulla voce, con la quale in alcuni punti del disco fatica ad adattarsi all’atmosfera generale. Insomma questo disco si rivela essere un lavoro che aveva alcune carte in regola per poter spaccare, ma che finisce per tradirsi con un songwriting troppo banale e una amalgama nella band che ancora non riusciamo a sentire. Rimandati alla prossima uscita, sperando che nel frattempo non si scateni un altro uragano sulla formazione.

TRACKLIST

  1. Lords of Tomorrow
  2. Starlight City
  3. Kings and Glory
  4. Face the Raven
  5. No More Heroes
  6. Revolution Fighters
  7. Pray for the Day
  8. Coming Home
  9. The Sixth Dimension
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.