PRIMAL FEAR – Unbreakable

Pubblicato il 28/01/2012 da
voto
7.0
  • Band: PRIMAL FEAR
  • Durata: 00:55:49
  • Disponibile dal: 20/01/2012
  • Etichetta: Frontiers
  • Distributore:

Nono capitolo del percorso metallico griffato Primal Fear, e nono album che, nel bene o nel male, prosegue idealmente il discorso intrapreso dalla band tedesca nel 1998 con l’omonimo debutto. Presentati da sempre come gli eredi del classico metal alla Judas Priest, Scheepers, Beyrodt, Sinner e compagni hanno sempre fatto modo nel corso del tempo di non rinnegare mai quanto fatto negli album precedenti e di rimanere sempre ancorati allo stesso modo di suonare metal: ovvero basandosi su suoni prevalentemente chitarristici, buona velocità, gran tiro e, soprattutto, melodie memorizzabili. Tali elementi, come peraltro immaginabile, trovano tutti la loro comoda collocazione trai solchi di questo “Unbreakable” che, se da un lato appunto non abbandona i solidi binari seguiti sino ad adesso, dall’altro invece sembra un po’ tornare indietro rispetto alle svolte leggermente più sperimentali ascoltate sull’ultimo “16.6 (Before The Devil Knows You’re Dead)”. Tutto questo per dire che quest’ultima fatica si trova tutto sommato più in linea con i dischi iniziali come “Jaws Of Death”, recuperando da quell’album e dal debutto la freschezza compositiva e la capacità di scrivere appunto ottime melodie, che la inconfondibile voce di Scheepers maneggia mirabilmente, trasformando le idee della band in inni metal fatti e finiti, pronti per essere cantanti dai fan e per far muovere innumerevoli chiome lungocrinite. Niente di nuovo, dite voi? Beh, sì, ma a conti fatti è proprio questa la forza di gruppi come i Primal Fear: la loro ortodossia e dedizione al genere è tale che permette loro di essere apprezzati proprio quando seguono i binari su cui sono sempre rimasti e non quando ricercano un’originalità che di fatto non appartiene né a loro né al genere che suonano. Running Wild, Accept, Manowar e, appunto, anche Primal Fear rappresentano quella schiera di band metal dalle quali non ci si aspetta progetti orchestrali, svolte industrial o contaminazioni moderne; chi queste band le segue da sempre ha bisogno di questi punti di riferimento per poter credere nella longevità del metal classico e per trarne la rassicurazione che, tra tutte le nuove uscite più o meno valide che affollano le vetrine dei nostri negozi di dischi preferiti, comunque qualche omaggio al buon vecchio metal canonico ci sarà sempre. Inni di metal Acceptiano come “Strike”, con il suo infuocato ritornello, non lasciano dubbi su quanto asserito nella frase precedente, mentre schegge melodiche ultra cantabili come “And There Was Silence” o “Metal Nation” dimostrano che per rimanere incise nel cuore dei fan le canzoni di metal classico devono anche contenere belle melodie e non solo grinta e velocità. Bilanciato dunque tra le solite idee metalliche del guru Sinner, la timbrica potente di Scheepers e l’attacco più ‘morbido’ dei due chitarristi Karlsson e Beyrodt, “Unbreakable” si rivela in ultima battuta il nono centro per una band che di veri passi falsi non ne ha fatti mai. Aspettando il decimo urlo discografico di Scheepers e compagni, nel frattempo “Unbreakable” si prende di diritto il suo posto nel nostro lettore CD.

TRACKLIST

  1. Unbreakable pt. I
  2. Strike
  3. Give Em Hell
  4. Bad Guys Wear Black
  5. And There Was Silence
  6. Metal nation
  7. Where Angels Die
  8. Unbreakable pt. II
  9. Marching Again
  10. Born Again
  11. Blaze Of Glory
  12. Conviction
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