PRIMITIVE WEAPONS – The Shadow Gallery

Pubblicato il 20/04/2012 da
voto
7.0
  • Band: PRIMITIVE WEAPONS
  • Durata: 00:24:52
  • Disponibile dal: 13/03/2012
  • Etichetta:
  • Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

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Rendere giustizia ad un genere inflazionato come lo sludge è ormai diventata impresa ardua, a maggior ragione se parliamo di quello sludgecore caratterizzato da pesantissime distorsioni al limite del noise. I Primitive Weapons riescono in questa impresa, confezionando un lavoro convincente, oscillante tra riff fangosi e inserti melodici particolarmente riusciti, che denotano una certa preparazione e perizia tecnica da parte di questi musicisti provenienti da Brooklyn. I ragazzi sanno giocare al meglio le loro carte, nonostante una proposta difficile e adatta ad una scena musicale relativamente ristretta. Solo sette brani, meno di mezz’ora di musica, nella quale spiccano episodi come la melodica “Big Chief” e la ben più corpulenta “Quitters Anthem”; brani diversi nel risultato, ma accomunati dallo stesso metodo compositivo, incentrato su una base musicale essenziale ma forte di quel guitar work che riesce a fare la differenza, tradizionale nel suo incedere e versatile quando serve. Nel rispetto di tutti gli elementi-base di questo genere – riff fangosi, a volte opprimenti, il cantato costantemente urlato e a tratti disperato, i cambi di tempo nevrotici – i Primitive Weapons danno uno sguardo al proprio futuro, restando, per ora, ancorati ad un passato ben delineato nel proprio DNA e richiamato più volte da passaggi  non propriamente personali. Nel complesso, però, si denota un buon livello di ispirazione, che permette a “The Shadow Gallery” e ai suoi artefici di essere ascoltati in maniera piacevole dall’inizio alla fine, regalandoci qualche picco di buongusto compositivo – i brani citati ma anche l’incazzatissima “The Death Of Boredom” – e dandoci l’impressione di poter dare ancora di più in un futuro prossimo. Infine, una nota di merito alla produzione, sporca e soffocante, azzeccata nell’esaltare le forti distorsioni, ma anche nel dare il giusto risalto ai passaggi più “controllati”. Una piacevole sorpresa e un nome da tenere annotato.

TRACKLIST

  1. Good Hunting
  2. Quitters Anthem
  3. The Death of Boredom
  4. Or Do Ideas Have You
  5. Big Chief
  6. Oath
  7. Black Funds
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