PRISON OF MIRRORS – De Sepulchris Occultis Et Igne Profanationis

Pubblicato il 24/02/2026 da
voto
8.0
  • Band: PRISON OF MIRRORS
  • Durata: 00:29:54
  • Disponibile dal: 24/02/2026
  • Etichetta:
  • Aeternitas Tenebrarum

Spotify:

Apple Music non ancora disponibile

Due EP e due album rilasciati in quindici anni di carriera possono sembrare pochi, segno di una prolificità spenta e poco ispirata: ma quando si tratta dei Prison Of Mirrors, questa lenta decantazione nel songwriting assume un significato particolare ed assolutamente comprensibile. La formazione campana infatti non lascia niente al caso, ed ogni secondo della loro intrigante musica sembra essere stato concepito secondo una cognizione di causa profonda, un disegno infernale dove ogni attimo assume un’importanza focale nella trasmissione del loro criptico messaggio esoterico.

Il nuovo “De Sepulchris Occultis Et Igne Profanationis” si compone di sole due tracce, lunghe ognuna oltre i dieci minuti, e sembra che con questo format la band abbia trovato la propria misura ideale, lasciando fluire il suo malevolo flusso black metal senza troppe interruzioni a spezzare l’atmosfera catatonica e fumosa che sono in grado di evocare così vividamente anche in questa occasione.
Stilisticamente, le dissonanze delle chitarre riportano alla mente i Blut Aus Nord del trittico “777” mentre, rimanendo più nell’attualità, anche il mood claustrofobico degli Akhlys salta alla mente in diversi frangenti, ma c’è sicuramente di più di una semplice imitazione in questi brani: i Prison Of Mirrors trasportano in abissi senza fondo attraverso labirinti di dolore e perdizione, a partire dalla malvagia di “Chants Beneath The Shunned Shrines” e le sue spire concentriche totalmente destabilizzanti.
La lunga evocazione parte subito forte, colpendo anzitutto per la pasta viscosa e velenosa con cui si fondono strumenti a corda e batteria, tenuti insieme dal tono tagliente di Lord Svart alla voce, e capaci dopo pochi secondi di scaraventarci in un mondo perverso, dove indicibili verità vengono portate alla luce secondo una trionfale epifania del Male.
La prima parte della suite infernale si muove veloce e cambia ritmi molto repentinamente, incentrando invece su di un riffing ipnotico il secondo frangente e sviluppandolo costantemente fino ai limiti dell’ossessione e della follia.
Il secondo atto, “The Devouring Fire Of Demonic Doctrine”, si muove all’incirca sulle stesse coordinate del primo, garantendo quindi una continuità quasi mantrica tra tutte le parti del disco, ma aggiunge pennellate di scuri colori che infittiscono la trama del suonato e conducono in maniera ineluttabile al lento finale dell’opera, tre minuti di bellezza dark ambient in grado di sigillare incantevolmente la demonica funzione perpetrata dai quattro musicisti coinvolti.

Ecco quindi che una composizione così densa, ponderata e segnante, spiega in un attimo le lunghe pause che intercorrono tra le varie uscite dei Prison Of Mirrors: “De Sepulchris Occultis Et Igne Profanationis” non è una becera cagnara votata ad un black metal di bassa lega, ma un lavoro raffinato, a suo modo colto, una vera celebrazione antireligiosa che mantiene intatto un carattere ritualistico di assoluto valore e di impressionante suggestività.

 

 

TRACKLIST

  1. Chants Beneath The Shunned Shrines
  2. The Devouring Fire Of Demonic Doctrine
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.