PROBOT – Probot

Pubblicato il 03/02/2004 da
voto
7.0
  • Band: PROBOT
  • Durata: 00:46:07
  • Disponibile dal: 02/02/2004
  • Etichetta: Southern Lord
  • Distributore: Promorama

Si parlava da parecchio tempo di questo progetto messo in piedi da Dave Grohl (ex Nirvana, Foo Fighters), che raccoglie la collaborazione di svariate storiche star del metal mondiale. Mero intento commerciale? Non lo crediamo, visto che il prodotto esce per la Southern Lord Records, un’etichetta che si occupa di gruppi underground. La prima cosa che balza all’occhio è la “voivodiana” cover del disco, che raccoglie tutto il significato di base del progetto. Alquanto buffa la questione, visto che a livello commerciale i Nirvana rasero al suolo il 90% dei gruppi metal all’inizio degli anni ’90. La produzione delle song è perfetta, ossia non leccata e pulita, ma sporca e grezza sottolineando che un certo tipo di heavy metal necessita di questo tipo di produzione. Apre le danze “Centuries Of Sin” rocciosa track che vede come ospite Cronos, costruita su riff decisamente potenti, sorretti da una linea di basso tanto semplice quanto bella, sulla quale si staglia la sgraziata voce del singer dei Venom. La successiva “Red War” vede Max Cavalera dietro il microfono, e musicalmente parlando si torna indietro di circa dieci anni, visto che il pezzo potrebbe essere tranquillamente un outtake di “Chaos A.D.”. La canzone pur essendo violenta non spicca il volo, e dopo il ritornello infatti ci si aspetterebbe un repentino colpo di coda vincente, ma questo non purtroppo non accade. “Shake Your Blood” è rappresentata dall’immarcescibile (immortale?) Lemmy, e stilare un commento su questa track è quanto meno inutile, visto che si tratta di una classica Motorhead song. Indecoroso il plagio di “Access Babylon” nei confronti della violenta “Tear It OuT Remix” di Alec Empire, ad opera del guest Mike Dean (Corrosion Of Conformity). Probabilmente “Intelligence And Sacrifice” dell’artista berlinese sarà piaciuto parecchio, ma trovo quanto meno imbarazzante la scelta di inserire questo pezzo nel disco. “Silent Spring” inizia con doppia cassa e basso distorto, per far spazio a riff stoppati sui quali Kurt Brecht (D.R.I.) interpreta la song con il giusto feeling, e tutto ciò viene confermato nel refrain davvero ben riuscito. In “Ice Cold Man” troviamo come ospite Lee Dorrian (Cathedral), e la song in questione si pone come il trait d’union tra i riff doomy dei Cathedral e la sofferenza messa in musica tipica dei Nirvana. “The Emerald Law” è una song straniante e squisitamente rock, innervata da una gustosissima linea di basso, che sfocia nella potente performance di Wino (ex Obsessed, Spirit Caravan), e curiosamente nell’interludio acido troviamo echi del nostrano Paul Chain. Meraviglia delle meraviglie, arriva il turno di Tom G.Warrior (sì sì, proprio lui!), e chi si aspetta un salto indietro (“To Mega Therion” era) rimarrà deluso. Egli continua coerentemente il discorso degli Apollyon Sun, con una song strutturata su vari loop e campionamenti, chitarre compresse e voce aliena, ma qui purtroppo la track è troppo stantìa, basata com’è su un unico giro di chitarra per tutta la sua durata, risultando infine noiosa. Snake dei Voivod ci delizia con la sua voce particolare in “Dictatorsaurus”, canzone davvero bella, aggraziata da un riffing magnificamente incisivo, e da un ritornello tanto catchy quanto non banale (cosa davvero ben difficile). Ritorna sugli scudi anche Eric Wagner dei sottovalutati Trouble con “My Tortured Soul”, song di chiara matrice doom, ma vitalizzata dall’esecuzione tutt’altro che fiacca. Infine, il grande King Diamond con “Sweet Dreams” (gli Eurythmics non c’entrano, tanto meno Manson), song dall’incipit orrorifico (ma va’?), che avanza pacatamente, mutando poi in una song godibilissima, dove la parte del leone la fa il re, impostando la timbrica efficacemente tra parti pulite e i suoi storici falsetti. Un plauso a Dave che si è occupato di tutte le parti di batteria, e gran parte delle linee di chitarra e basso, e la sua volontà di immettere nel mercato un prodotto che certamente venderà 1/100 dei suoi Foo Fighters: si apprezza nella sua sincerità, pur con qualche pecca di troppo. Meritevole comunque di svariati ascolti.

TRACKLIST

  1. Centuries Of Sin (with Cronos)
  2. Red War (With Max Cavalera)
  3. Shake Your Blood (With Lemmy)
  4. Access Babylon (With Mike Dean)
  5. Silent Spring (With Kurt Brecht)
  6. Ice Cold Man (With Lee Dorian)
  7. The Emerald Law (With Wino)
  8. Big Sky (With Tom G. Warrior)
  9. Dictatosarus (With Snake)
  10. My Tortured Soul (With Eric Wagner)
  11. Sweet Dreams (With King Diamond)
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