PROFEZIA – Dodekaprofeton

Pubblicato il 07/08/2018 da
voto
7.5
  • Band: PROFEZIA
  • Durata: 00:56:23
  • Disponibile dal: 10/08/2018
  • Etichetta: Moribund Records
  • Distributore: Audioglobe

Il ritorno dei nostrani Profezia è un lavoro decisamente meritevole di apprezzamento, che conferma la qualità della band veneta; un confinamento territoriale, in realtà, alquanto stretto per una formazione che vede da tempo la presenza di Ynleborgaz (mastermind dei danesi Angantyr) e, in questo nuovo lavoro, una selva di ospitate eccellenti, provenienti dall’underground più nero, ma non solo. Il principale punto di forza di “Dodekaprofeton” è sicuramente un songwriting ispirato e caleidoscopico, che sa toccare con maestria declinazioni variegate del black metal contemporaneo (e non). Si spazia dal riffing ribassato e classico dell’opener “Malachi”, pure permeata di un’oscurità teatrale mirabile grazie ai violini doomeggianti che fanno capolino in certi passaggi, alla riuscitissima rivisitazione di quell’occult metal (etichetta a dir poco limitante, ma ci siamo capiti) che fece grande il nostro paese dalla metà degli anni Ottanta allo scoppio della rivoluzione black; “Nahum” e “Zephaniah”, i due brani più lunghi del lotto, ma anche “Jonah” (quasi un recitativo di natura esoterica) sono infatti figli naturali e di gran fattura della lezione di Mortuary Drape et similia, e guarda caso si segnala tra gli invitati Nequam, ex batterista proprio della band alessandrina. E va naturalmente una menzione di onore, al merito oltre che alla memoria, al compianto Marco De Rosa, di cui possiamo sentire qui quelle che probabilmente sono state alcune delle sue ultime registrazioni. Tornando ai brani, comunque, prima del sontuoso e conturbante finale affidato all’ultimo brano succitato, abbiamo altre tracce più contenute di durata, ma non di minore impatto; “Amos” è un vento gelido del nord in perfetto equilibrio tra violenza ed elegia (azzeccatissimo il dissonante intermezzo acustico), mentre “Obadiah” e “Zechariah” reinterpretano con personalità ormai consolidata lezioni che vanno dalle chitarre più quadrate all’atmosfera più catacombale, in equilibrio tra mid-tempo e coinvolgenti accelerazioni. Se non avete mai letto la Bibbia, ci viene quasi da dirvi che qui abbiamo la miglior colonna sonora immaginabile per affrontare almeno il Libro dei Profeti – cui come intuibile dal titolo di album e brani è dedicato il lavoro; ma tranquilli che difficilmente vi troverete a invocare il Signore di Israele, al termine dell’ascolto.

TRACKLIST

  1. Malachi
  2. Nahum
  3. Amos
  4. Obadiah
  5. Jonah
  6. Zechariah
  7. Zephaniah
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