PROGRESS OF INHUMANITY – Escalating Decay

Pubblicato il 21/01/2011 da
voto
7.5
  • Band: PROGRESS OF INHUMANITY
  • Durata: 00:30:00
  • Disponibile dal: //2011
  • Etichetta: The Spew Records
  • Distributore:

Nella primavera 2010, tramite MySpace, chi scrive aveva mandato un messaggio alla brutal death metal band greca (che personalmente adora e consiglia a chiunque stia leggendo!) Vulnus, per saperne qualcosa di più circa l’uscita del loro ful-length, annunciato, ormai, da un paio d’anni. Per l’occasione, aveva risposto il batterista Nick, dicendo che, al momento, era impegnato con un nuovo progetto grindcore che presto avrebbe iniziato a promuovere i suoi pezzi. A distanza di molti mesi, promessa mantenuta, perchè, “dal nulla”, ecco arrivati i Progress of Inhumanity. E, dannazione, consentitemelo: che figata! Il trio greco sprigiona, col suo album d’esordio sotto l’italiana The Spew, “Escalating Decay”, quanto qualunque aficionado del grind più “duro e puro” desidera ascoltare, in venti tracce dense di rabbia e violenza. I punti di riferimenti dei nostri, in un periodo in cui certo grind ama contaminarsi d’elementi più metalleggianti e/o sperimentali, sono prettamente old school: i loro ingredienti paiono prendere spunto da album fondamentali dei Napalm Death e dei Terrorizer come “Harmony Corruption” e l’immenso ed indimenticato “World Downfall”. Insomma, come se gli ultimi vent’anni di musica estrema fossero passati inutilmente, senza nemmeno sfiorare le orecchie dei nostri tre greci… e, a dirla tutta, è un bene, visto l’ottimo risultato raggiunto, complessivamente! Nel CD in questione, i richiami all’old school sono palesi, dalla copertina e dallo scarno booklet in bianco e nero con pochissimi cenni di colore, alle tematiche trattate (insulti ai peggiori cliché che la società odierna ci propina, dal degradante rapporto fra le persone, alla politica internazionale, a presunte culture musicali importanti solo per il marketing), fino, ovviamente, alla musica. Attenzione, però: non è un album per nostalgici o per oltranzisti d’ultim’ora dei suoni dei “bei tempi andati” (anche se, senza dubbio, riscuoterà non pochi consensi anche da questo tipo di pubblico); non c’è un approccio arrogante e forzatamente “true”, per entrare a spintonate in un filone che possa garantire una certa fama e successo. Predomina, infatti, la spontaneità, quel tipo d’aggressività ed approccio alla canzone che fa sì che, ancora oggi, band come i sopraccitati Napalm Death e Terrorizer riescano a dare forti emozioni a chi li ascolta. Insomma, Patroklos, Kostas e Nick conoscono a menadito quello che maneggiano e “Escalating Decay” ne è la più lampante testimonianza. Le canzoni, ovviamente brevi, si mantengono su tempi piuttosto veloci, pur non avendo troppi blastbeat; nei rallentamenti, emergono arrangiamenti sporchi e melmosi degni dei migliori Disrupt, o alcuni momenti più noise sullo stile degli storici Nausea; la voce, arrabbiata come non mai, si muove fra l’andazzo più hardcore e l’indimenticabile stile di Oscar Garcia (Terrorizer, guarda caso…!) e ben si districa sul lavoro chitarristico e sulle ritmiche. Il riffing, nella sua semplicità, quadratezza e “prevedibilità”, vede le sue armi migliori: i pezzi coinvolgono dalla prima all’ultima nota, han sempre la medesima tensione, non calano davvero mai l’attenzione anche se, a dirla tutta, è difficile fare emergere una song rispetto ad altre. Questo, comunque, non è un difetto: è davvero raro, infatti, oggigiorno, in qualsiasi genere, trovare un album in grado di farsi ascoltare così volentieri dall’inizio alla fine. La produzione è limpida e chiara: il drumming, nervoso ma molto preciso, gode di suoni asciutti e naturali; la chitarra, forse, ha le frequenze alte un po’ troppo in vista, ma crediamo che la cosa sia dovuta alla mancanza di un basso nella line up. Sono comunque “finezze”: “Escalating Decay” è un disco molto valido, che sicuramente può piacere ai grinder, ma può far incuriosire non pochi fan del death metal con radici d’ascolto formativo in quest’ambito.

TRACKLIST

  1. Uncertain Future
  2. Modern Opportunist
  3. Predetermined Path
  4. Institutions of Deceit
  5. Scene Critics
  6. Well Tuned Citizen
  7. Legal Punishment
  8. Emo Disposer
  9. Seat Is Taken
  10. Victims of Injustice
  11. Class Swine
  12. Faceless
  13. Simplicity
  14. Suits and Ties
  15. Under Concrete Walls
  16. Preaching Deception
  17. Tit for Tat
  18. Greedy Ruthless Nation
  19. Inside Change
  20. Zero Achievement
  21. Intent To Distribute
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