PROSTITUTE DISFIGUREMENT – From Crotch To Crown

Pubblicato il 25/02/2014 da
voto
7.5
  • Band: PROSTITUTE DISFIGUREMENT
  • Durata: 00:41:26
  • Disponibile dal: 04/02/2014
  • Etichetta: Willowtip Records
  • Distributore:

La firma dei Prostitute Disfigurement per una label piccola ma “di culto” come la Willowtip, avvenuta dopo una pausa di qualche anno che aveva fatto pensare ad uno scioglimento definitivo, aveva stuzzicato la fantasia dei più curiosi: perchè un’etichetta notoriamente piuttosto selettiva mette sotto contratto questi macellai olandesi, sinora relegati nella cosiddetta seconda fascia del panorama death europeo? Basta un sommario ascolto di “From Crotch To Crown” per avere la risposta: i Prostitute Disfigurement, con l’innesto in lineup di un paio di nuovi chitarristi, sono diventati una lucidissima e letale macchina da guerra! La nuova opera prende indubbiamente le mosse dal passato, ma incorpora al tempo stesso una serie di influenze e spunti che non avevamo quasi mai sentito nel repertorio dei Nostri. Se prima la band mescolava un retaggio old school – a tratti anche tendente al thrash – con formule più vicine al filone “brutal”, ora si può dire che lo stile si sia fatto più moderno e ingegnoso, tanto che, almeno per alcune di queste nuove canzoni, tocca scomodare paragoni di un certo peso come i Cannibal Corpse degli ultimi tre dischi e i Decapitated degli esordi. Il gruppo negli ultimi tempi è senza dubbio maturato tecnicamente e non ha paura di mostrarlo: il basso è decisamente intraprendente anche nelle parti più serrate, mentre le chitarre, quando non sono intente a produrre riff laceranti, disegnano degli assoli di una certa destrezza, che col passare degli ascolti è sempre più difficile ignorare; una volta tanto, questi ultimi aggiungono qualcosa ai brani, anzichè ridursi alle solite soluzioni di derivazione slayeriana. “From Crotch…”, comunque, non è assolutamente un album leccato ed evanescente: i Prostitute Disfigurement fanno fede al loro monicker e pestano con una violenza innata, facendo a tratti quasi impressione per la foga con cui macinano riff e progressioni da infarto. In questo la band è cambiata poco: ha migliorato la cura per i particolari, ha svecchiato la formula, ma l’indole mordace è quella di sempre, tanto che a volte ci si chiede se per il quintetto non sia il caso di rallentare un po’. In effetti, l’unico sostanziale difetto che troviamo nell’album è la scarsa varietà a livello ritmico, che porta molte delle tracce a perdere identità e ad assomigliarsi molto le une alle altre. Un peccato, perchè quando il gruppo prova a spezzare l’assalto in diverse fasi, vedi l’ottima “Dismember The Transgender” (già ora uno dei titoli dell’anno), i risultati sono davvero brillanti. In ogni caso, non un danno enorme: a conti fatti, fa proprio piacere ritrovare i Prostitute Disfigurement in questo stato e con un album che potrebbe anche essere considerato il migliore della loro discografia. Ancora una volta, la Willowtip ha visto giusto.

TRACKLIST

  1. Only Taste For Decay
  2. Battered To The Grave
  3. Crowned In Entrails
  4. Dismember The Transgender
  5. Under The Patio
  6. From Crotch To Crown
  7. Glorify Through Cyanide
  8. Set Forth To Annihilate
  9. Compulsive Beheading Disorder
  10. Reduced To Stumps
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