6.5
- Band: PROTECTOR
- Durata: 00:50:45
- Disponibile dal: 26/02/2016
- Etichetta:
- High Roller Records
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Possiamo continuare a considerare i Protector una thrash metal band teutonica, sebbene l’unico membro del gruppo ad aver tenuto in vita i Protector dopo gli anni ’80, il cantante Martin Missy, si è trasferito in Svezia sin dalla metà degli anni ’90 e qui, assieme ad altri membri svedesi, ha ‘rifondato’ la storica band thrash metal che ha contribuito a suo tempo a rendere unica la scena thrash tedesca guidata dalla sempreverde triade Destruction-Sodom-Kreator (citata qui rigorosamente in ordine sparso). Ci eravamo già stupiti di come, nonostante siano passati moltissimi anni, il ritorno dei Protector nel 2013 intitolato “Reanimated Homunculus” aveva mantenuto vivo lo spirito e lo stile della band dopo un quarto di secolo. Niente cambia anche stavolta, il tempo non riesce proprio a scalfire l’impronta thrash metal old school di Missy e soci. Il nuovo “Cursed And Coronated” si conferma a discreti livelli, non si viene trascinati eccessivamente come era accaduto per il suo predecessore, ma per gli amanti del caro e buon thrash metal dal tocco teutonico (o germanico in senso lato, più appropriato nel caso dei Protector) la release in oggetto non si rivelerà una delusione. La tracklist anche stavolta è piuttosto corposa anche se in realtà i brani inediti sono soltanto sette, poi ci sono tre brani registrati nuovamente che erano presenti in demo o split di qualche anno fa, ed infine ci sono tre cavalli di battaglia della band suonati dal vivo in Germania. ll brano “Terra Mater”, ad esempio, era già stato pubblicato nel demo del 2011 intitolato “The Return Of Thrash And Madness”, demo che a tutti gli effetti sancì il ritorno sulla scena dei Protector in versione ‘svedese’ e da quel momento la formazione non ha subito cambiamenti. Gli altri brani riregistrati per l’occasione invece erano stati pubblicati già su degli split usciti in questi ultimi cinque anni. A concludere la release è il cavallo di battaglia della band, quella “Protector Of Death” già presente sul primissimo demo realizzato dal gruppo nel lontanissimo 1986! Interessante notare come anche dal vivo i Protector riescano a mantenere inalterato il loro sound degli anni ’80, davvero incredibili! Del nuovo album piace specialmente il primo terzetto di brani, in classico stile Protector, molto graffianti, veloci e potenti al tempo stesso. Curiosa, ma nulla più, la somiglianza del riff iniziale presente su “Six Hours On The Cross” che ricorda un passaggio di “Discipline” dei canadesi Razor all’epoca del loro capolavoro “Violent Restitution” (release consigliatissima a tutti gli amanti del thrash metal). In definitiva un album che conferma il ritorno convincente degli irriducibili thrasher Protector. I nostalgici sono serviti anche stavolta!
