PROTO – KAW – The Wait Of Glory

Pubblicato il 02/03/2006 da
voto
7.5
  • Band: PROTO - KAW
  • Durata: 01:02:51
  • Disponibile dal: 31/01/2006
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

Sono trascorsi circa due anni dallo strepitoso “Become Became After”, platter che ha raccolto consensi estremamente positivi da parte della critica e del pubblico. Questo nuovo album ha il gravoso compito di chiarire se i Proto Kaw siano stati una splendida meteora o attualmente siano una band che ha ancora molto da dire. Noi optiamo per la seconda ipotesi, anche se va sottolineato che le canzoni qui presenti non raggiungono il disarmante estro compositivo del lavoro precedentemente citato. L’ex Kansas Kerry Livgren si è occupato esclusivamente di comporre musica e scrivere i testi, ma ascoltando attentamente il disco si nota che i restanti membri non sono dei semplici esecutori, ma apportano in modo decisivo il loro contributo a livello esecutivo. “Nevermore” e “The Vigil” inglobano le melodie dei King Crimson più romantici (quelli dell’era Lake per intenderci) assieme a spiccate melodie che lambiscono il pop-rock di classe. Il singer Lynn Merdeith fa la parte del leone in “Relics Of The Tempest”, discreta rock song valorizzata da un buon guitar solo di Livgren. La band tira fuori gli artigli con “Physic” e “Osvaldo’s Groceries”, squisiti esercizi di stile che sintetizzano quanto di bello possa offrirci un genere come il jazz rock. “Old Number 63” è una song tirata e adrenalinica che lascia letteralmente senza fiato, nella quale gli abili musicisti fanno sfoggio della loro bravura, fondendo con gusto i ritmi incalzanti del funk, le squisite sinuosità sonore del jazz e l’aggressività tipica del rock. “When The Rains Come” è introdotta da un bel guitar riff aggressivo per poi sfociare una patina pop nella parte cantata fino a confluire in un refrain non propriamente irresistibile. Livgren e soci hanno centrato ancora l’obiettivo, ma – ahinoi – non l’eccellenza, e dal prossimo album ci aspettiamo delle ulteriori evoluzioni sonore (magari approfondire quanto fatto in “Old Number 63” sarebbe una buona idea), onde evitare di riciclare quanto di buono fatto sinora trasformandolo in un pastone indigesto da mandar giù.

TRACKLIST

  1. Nevermore
  2. Relics Of The Tempest
  3. When The Rains Come
  4. On The Great Eve Of The Great Decline
  5. Physic
  6. Osvaldo's Groceries
  7. The Vigil
  8. Old Number 63
  9. Melicus Gladiator
  10. Picture This
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