PSYCHOFAGIST – Il Secondo Tragico

Pubblicato il 27/04/2010 da
voto
8.5
  • Band: PSYCHOFAGIST
  • Durata: 00:31:00
  • Disponibile dal: //2010
  • Etichetta: Subordinate Records
  • Distributore: Masterpiece
Streaming non ancora disponibile
“Nato senza ragione,
mi protraggo per debolezza,
muoio per combinazione”.

Basterebbe la frase qui sopra riportata (estratta da “Free-Non-Jazz Powerviolence Sonata”) per far capire il nichilismo che trasuda da ogni poro de “Il Secondo Tragico”, nuovo album dei piemontesi Psychofagist. Era dal lontano 2004, anno del debut, che attendevamo il ritorno sulla lunga distanza della band e le nostre aspettative non sono andate deluse. Dopo diversi split e collaborazioni di vario genere, i ragazzi tornano con un sound che ha ancora solide basi piantate nel grind e nel jazz, ma allo stesso tempo travalica qualsivoglia classificazione, tenendo buona solamente quella di musica estrema libera ed avanguardistica. Ci sono momenti dove si potrebbe parlare di jazz core, altri di sludge noise, altri ancora di avantgarde math… tutte definizioni che, come vedete, lasciano il tempo che trovano e che comunque non riescono a cogliere in toto l’essenza del sound del quartetto. Scendendo nel dettaglio delle influenze, in ambito estremo si colgono echi del grind nervoso dei Cephalic Carnage o di quello maggiormente core dei Cripple Bastards, miscelato con grandi dosi di sperimentalismo mutuate da John Zorn, con alcune atmosfere dilatate care ai Neurosis e con il jazz metropolitano e volgare di “The Black Saint And The Sinner Lady” di Mingus, senza dimenticare un lavoro di basso degno di Les Claypool e delle suggestioni elettro-noise presenti nei vari brani! Contrariamente ad altre uscite di questo genere, gli Psychofagist riescono a tenere dritta la barra e a seguire una linea ben precisa, cosa che fa sì che le composizioni non risultino un’accozzaglia di mera tecnica masturbatoria strumentale, ma abbiano un senso logico e conseguente. A contribuire a questo senso di coesione ci pensa una produzione quasi “analogica” davvero inusuale per una proposta del genere. Grandissima parte del merito della riuscita de “Il Secondo Tragico” va al pazzesco lavoro di basso di Cello, che sostituisce in tutto e per tutto la chitarra come strumento principale, e al sax baritono di Luca Mai, proveniente dai meravigliosi Zu, che riesce a far convivere la lucida follia di Zorn e la malinconia di Jerome Richardson (uno dei più grandi sassofonisti in ambito jazz bop). Accanto a brani più tipicamente jazz-core quali le iniziali “Uomo O Merda” e “Tema: Collasso” vi sono episodi stratosferici quali “Nouvelle De Spasticite & Epilepsie”, dal suo incedere quasi bluesy e la meravigliosa “Corpuscles”, punto d’incontro tra i Neurosis ed il free jazz. In mezzo vi sono episodi che faranno la gioia degli amanti dei Painkiller e dei Naked City. Da segnalare anche la collaborazione con musicisti del calibro di Eraldo Bernocchi e SEC_: il primo già all’opera con Scorn, Zu ed Ephel Duath, il secondo artista piuttosto noto e mago dei synth analogici. Insomma, con due soli album alle spalle gli Psychofagist si possono già considerare come una delle realtà dell’avanguardia estrema più solide e preparate sulla scena mondiale. Data la proposta, probabilmente li ascolteranno i soliti quattro gatti, ma gli altri sappiano che si perdono una band attualmente all’apice della forma e della creatività!

TRACKLIST

  1. Uomo O Merda
  2. Tema: Collasso
  3. Untitled ( Black On Grey 69/70 )
  4. Nouvelle De Spasticité & épilepsie
  5. Defragmentation Rotunda
  6. Il Secondo Tragico
  7. Corpuscles
  8. Pithecanthropus Sapiens Sapiens
  9. Biodegradazioni
  10. Free-non-jazz Powerviolence Sonata
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