5.5
- Band: PSYKUP
- Durata: 00:54:39
- Disponibile dal: 16/06/2008
- Etichetta:
- Season Of Mist
- Distributore: Audioglobe
Sin dall’artwork che ritrae due amanti con il viso tumefatto immersi in tenere effusioni amorose gli Psykup ci fanno capire di non essere una band come tante. L’impressione trova conferma in un disco dal genere difficilmente catalogabile che racchiude sprazzi di death metal, grind, post hardcore, progressive e rock fra le principali influenze. Il terzo disco di questa band transalpina è costituito da sole sei canzoni, cinque delle quali superano i dieci minuti di durata, fatto che pare già un monito sull’assenza di compromessi nel sound di questo quartetto originario di Tolosa. I brani seguono schemi assolutamente non-convenzionali ed è praticamente impossibile trovare all’interno della stessa canzone un solo passaggio che venga ripetuto più di una volta. Diventa un’impresa trovare appigli per riuscire in qualche modo ad afferrare una serie di brani inarrivabili, pieni di ottimi spunti e idee avvincenti, che vengono sottoposte all’ascoltatore con una logica difficilmente comprensibile. Brani come “My Toy My Satan” e “Retroaction” per intenderci, racchiudono nello stesso ambito sfuriate grind, accelerazioni alla Strapping Young lad, stacchi di stampo jazz ultratecnici, ammalianti melodie rock e rallentamenti ipnotici riconducibili ai Neurosis, il tutto come potrete immaginare pur essendo ben organizzato diventa sinceramente caotico. Sorretti da capacità tecniche fuori dalla norma, questi quattro ragazzi francesi dimostrano un’invidiabile vena creativa, confermata anche dalle differenti sfumature vocali utilizzate nei pezzi; i due vocalist, rispettivamente Ju (anche alla chitarra) e Milka (anche alle tastiere), alternano rabbiosi growl a dolci parti in pulito senza disdegnare urla lancinanti e passaggi recitati, completando al meglio un album perfezionista, nel complesso pretenzioso e riservato a pochissimi eletti.
