PURE WRATH – Bleak Days Ahead

Pubblicato il 05/05/2026 da
voto
8.0
  • Band: PURE WRATH
  • Durata: 00:41:11
  • Disponibile dal: 24/04/2026
  • Etichetta:
  • Debemur Morti

Tornano i Pure Wrath, band indonesiana ascrivibile principalmente al mastermind e polistrumentista Januaryo ‘Ryo’ Hardy, che con questo “Bleak Days Ahead” firma il suo full-length numero quattro: editi sotto l’ombra imponente della Debemur Morti, cui va il merito di aver portato alla luce dei nostri radar un nome che sarebbe stato imperdonabile perdersi, i Pure Wrath sono di fatto una one-man band, che però riesce ad emergere in una dimensione di band vera e propria sia in contesti live (anche se purtroppo in Europa non ci risulta di avere ancora visto passare), grazie a una serie di ospiti che impreziosiscono i dischi, tra cui nuovamente l’ex batterista dei White Ward (e Stoned Jesus), Yurii Kononov.
La musica dei Pure Wrath è stratificata e malinconica, si basa su un letto di black metal atmosferico mai stucchevole o troppo morbido, creando una patina di tristezza nostalgica che ben si sposa coi temi sinora trattati (gli ultimi due dischi avevano come tema o contesto il genocidio avvenuto in Indonesia).

Questa premessa ci serviva per inquadrare un po’ meglio questo nuovo lavoro di Ryo, in quanto questa volta le cose sembrano vagamente diverse. Partiamo del tema, già dal titolo: non si parla di storia, ma più astrattamente di qualcosa ‘ancora da venire’, giorni cupi in fronte a noi – “un lamento”, dice la promo, “per tutti coloro che stanno affogando in silenzio in una vita che pretende tutto e restituisce quasi niente“.
A seguire questo pessimismo anche la musica, che soprattutto in partenza è cupa, violenta, più brutale rispetto al solito, e ci vuole qualche minuto per arrivare a trovare gli intermezzi melodici tipici del progetto; melodie e costruzioni riescono a restare melanconiche e atmosferiche, ma che non riescono a nascondere una tensione più nervosa, più disperante quasi, rispetto al passato.
Il disco è aperto da due canzoni da dieci minuti l’una – ad occupare, quindi, metà dell’album da sole – in realtà parte di un momento unico (non per niente i titoli per entrambi sono la title-track, contraddistinte dalla progressione ‘I’ e ‘II’): la prima strutturata e apparentemente volta a definire i suoni del disco, nelle sue scorribande tra blast-beat ed accelerazioni e tuffi in intermezzi quasi progressive rock, a spezzare il brano con struggente musicalità; la seconda, forse più magniloquente, più esasperata ed emotiva, dove i passaggi più melodici irrompono come delle ferite a marchiare i fiumi di violenza musicale che coprono le canzoni.
La scrittura è davvero brillante, come del resto nelle prove precedenti, con delle progressioni fulminee e una capacità davvero encomiabile di inserire della melodia nelle aspre chitarre. L’ascolto del disco si svolge quasi esclusivamente su queste coordinate, con aperture di chitarra apparentemente semplici o disilluse (“Haven Of Echoes”) che vanno a crescere sino ad esplodere in brani puramente black, come “Spectral Insomnia”.
A chiudere il disco, un brano invece atipico per sonorità (ma in tema nel risultato finale), un esperimento ai limiti del trip-hop: inutile dire che in “Opaque Mist” l’influenza di nomi come Ulver e White Ward è tangibile, assieme all’utilizzo di un cantato in pulito capace di ricordarci quasi certe sortite dei Katatonia, soprattutto nella seconda parte della canzone. La cosa buona è che non si tratta di un esercizio di stile, quanto di una canzone con una sua autonomia, che ben si allaccia alla coda più estrema di “Bleak Days Ahead”, andando a chiudere con un incedere completamente diverso da quello con cui il lavoro era iniziato.

Il disco è pieno di sonorità, strumenti (sax, mellotron) e gemme da scoprire e nelle quali immergersi durante un ascolto dedicato e attento, possibilmente in cuffia – modalità con cui vi invitiamo ad ascoltare questo “Bleak Days Ahead”.
I Pure Wrath riescono dunque ad evolvere il proprio suono senza snaturarlo, a non rimanere fermi in un unico spazio – tematico quanto artistico – in definitiva a rendere giustizia ad un progetto vitale e che merita un’assoluta considerazione.

TRACKLIST

  1. Bleak Days Ahead, Pt. I
  2. Bleak Days Ahead, Pt. II
  3. Haven of Echoes
  4. Spectral Insomnia
  5. Opaque Mist
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