PURGATORY – Apotheosis of Anti Light

Pubblicato il 27/03/2022 da
voto
7.0
  • Band: PURGATORY
  • Durata: 00:44:40
  • Disponibile dal: 01/04/2022
  • Etichetta:
  • War Anthem Records

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Insieme a Fleshcrawl e Obscenity – preso atto della carriera discontinua dei Morgoth – i Purgatory possono essere visti come il più fulgido esempio di lealtà e passione per il death metal made in Germany. Attivi addirittura dal ’93, con alle spalle un numero di dischi da far invidia ad alcuni mostri sacri (“Apotheosis of Anti Light” è il nono della lista, quarto ad essere pubblicato dalla connazionale War Anthem), i Nostri appartengono a quella categoria di realtà che, lavorando di tenacia e olio di gomito nell’ombra, lontane dai circuiti che contano, costituiscono la spina dorsale del movimento. Una band che è e sarà sempre sconosciuta ai più, ma le cui opere continueranno a fungere da rifugio per i veri appassionati di questa musica, ben lieti di trovare qualcosa che possa fungere da intermezzo tra l’ascolto di un grande classico e l’altro.
I sassoni sono ormai soliti curare i loro comeback nel dettaglio, e questo nuovo album (che segna anche gli ingressi di Wolfgang Rothbauer alla chitarra e di Nico Solle al basso) non intende ovviamente invertire il trend, replicando la solidità espressa dagli ultimi “Ωmega Void Tribvnal” (2016) e “Deathkvlt – Grand Ancient Arts” (2013) per circa tre quarti d’ora di aggressione dai contorni barbari e diabolici. Esaltati dalla resa sonora di Patrick W. Engel (Desaster, Heaven Shall Burn), i brani si muovono in una dimensione d’odio nella quale i Vader di metà anni Novanta, i Vomitory e colossi della scena floridiana come Deicide e Morbid Angel seminano letteralmente il panico, non rinunciando a qualche affondo maligno di stampo black metal per donare maggiore profondità alla tracklist. Di nuovo, i Purgatory macinano riff e ritmiche a gran velocità, in una progressione stordente che il growling senza compromessi di Mirko Dreier non contribuisce affatto a stemperare, ma al netto di questo la sensazione è che il songwriting sia sempre sotto controllo, lucidissimo nella sua corsa verso l’Armageddon.
Non c’è una soluzione che possa essere definita originale, o un brano che spicchi davvero sopra gli altri, e a conti fatti va benissimo così: “Apotheosis…” è pura genuflessione all’altare della tradizione, al cui interno la (voluta) aderenza ai canoni non si manifesta attraverso un pigro riciclo di soluzioni. Piuttosto, si avvertono caparbietà, competenza e genuino spirito underground in questo vortice di chitarre tetragone, e sebbene il risultato finale non possa certo vantare l’ingegno e l’autorevolezza di un “Khalkedonian Death”, mirabile esordio dei Diabolizer uscito lo scorso anno, la voglia di ripetere l’esperienza è comunque dietro l’angolo. Sia nei momenti più serrati (“(We Declare) War”, “Accused, Sentenced and Buried Alive”), sia in quelli più tenebrosi (“Expectato Solis”, “Pantheon of Slaughters”), i Purgatory sanno come farsi voler bene.

TRACKLIST

  1. (We Declare) War
  2. Accused, Sentenced and Buried Alive
  3. Ropes in November (Samhain's Curse Part III)
  4. The Moaning of Dismal Halls
  5. We Where Forced Astray
  6. Deny! Deny!! Deny!!!
  7. Expectato Solis
  8. God Loves None of You
  9. Pantheon of Slaughters
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