PYOGENESIS ‑ A Silent Soul Screams Loud

Pubblicato il 11/02/2020 da
voto
8.0
  • Band: PYOGENESIS
  • Durata: 00:39:54
  • Disponibile dal: 24/01/2020
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

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Così si chiude la trilogia steampunk dei teutonici. Diciamoci la verità: i Pyogenesis sono da annoverare tra i grandi ritorni dell’heavy metal degli ultimi anni e “A Silent Soul Screams Loud” pone il giudizio definitivo su questi tre ultimi album della formazione di Stuttgart, offrendosi come l’autentico e sincero inno ad una musica che fa del cuore, più che dei suoi stilemi, la sua arma vincente. Ancora nel Diciannovesimo Secolo, come eravamo rimasti, tirando in mezzo Napoleone, Freud, Marx e un po’ tutto il carrozzone degli ultimi due secoli, proseguendo ancora più in là dove “A Kingdom To Disappear” si era inoltrato.
“Survival Of The Fittest” apre le danze e sembra di ritrovarsi nell’era (quella più fortunata) Therapy, dove la contaminazione tra un certo punk cazzuto ed accattivante con le sonorità più proprie di certi Eighties riscuote i suoi successi migliori. “Mother Bohemia” continua in grande stile, riprendendo sia i toni epici e magniloquenti che avevano contraddistinto questi ultimi – convincenti – rintocchi dei Pyogenesis con le loro prime scorribande melodic death più tirate. “I Can Breathe” prosegue con altrettanta verve autentica, pomposa come solo chi è stato traghettato dalle varie ‘mode’ (passateci il termine) a cui l’heavy metal è andato incontro negli ultimi anni. “Because I caaan’t breeeeeath”. Un pezzo (anche se sono due) che difficilmente non entrerà nel cuore di chi ha, almeno una volta nella vita, indossato un chiodo. Grande fortuna gode anche il singolo principale, “Will I Ever Feel The Same”, dove i Turbonegro incontrano i Judas Priest e dove – sicuramente – qualcuno di questi ha una maglietta degli In Flames. Menzione speciale, ovviamente, come già era accaduto ai due precedenti tasselli della trilogia (a dire la verità più riusciti di questo), sull’ultimo brano, di solito il più lungo. Qui addirittura la titletrack si occupa de “Il Capitale” di quel bontempone di Carlo Marx. Flo V Schwarz la sa ormai lunga e piazza ancora una volta un recap generale su cosa voglia dire aver avuto a che fare con trent’anni di attività, negli studi teutonici, con i Liquido, le prime apparizioni goth/death, determinati libri di storia, qualche concerto sold-out nei club e qualcuno anche più grosso. Meriti, esperienza e cosiddetto ‘mestiere’ valgono ai suoi Pyogenesis un colpaccio sulla spalla. Quello che si dà agli amici di vecchia data, ritrovati, quelli su cui fare sempre affidamento.
Come avevamo avuto modo di dire nell’introduzione al nostro articolo su “A Century In Time” i Pyogenesis hanno spazzato via tutta la polvere che un nome come il loro poteva aver acquisito, dopo circa trent’anni di attività e passaggi vari tra le diverse epoche dell’heavy metal. E di questo si deve dare loro atto. Il voto che decidiamo di dare a questa nuova uscita vale proprio come quel colpaccio sulla spalla ai vecchi amici. Un voto che intendiamo per tutta l’opera in tre parti, concepita quasi – ci piace pensarlo – per essere ascoltata di seguito: un’esperienza che consigliamo a tutti di provare, tempo permettendo (il primo durava 55 minuti, il secondo 45 e questo 39). Le sfaccettature e le progressioni del discorso mantengono il carattere grazie a tutti i pezzi, senza nessun momento moribondo o potenzialmente in grado far abbassare il tiro del discorso generale. Qui, in particolare, essendo il tutto forse più geometricamente riassuntivo, le fila si chiudono in grande.

TRACKLIST

  1. Survival Of The Fittest
  2. Mother Bohemia
  3. I Can't Breathe (Prologue)
  4. I Can't Breathe (Monologue)
  5. High Old Times
  6. Modern Prometheus
  7. Will I Ever Feel The Same
  8. The Capital (A Silent Soul Screams Loud)
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