6.5
- Band: PYRRHON
- Durata: 00:14:48
- Disponibile dal: 01/10/2015
- Etichetta:
- Selfmadegod Records
Una morsa di lamette da barba e cocci di vetro stretta inesorabilmente intorno al cervello. A grandi linee, è questa l’immagine evocata dall’ascolto di “Growth Without End”, ennesima riprova dell’assoluta follia che fa da sfondo al progetto Pyrrhon e – senza dubbio alcuno – tra le uscite più ostiche di questo 2015 metallico. Dopo averci inflitto un martirio di proporzioni inenarrabili con il full-length “The Mother Of Virtues”, rilasciato lo scorso anno tramite Relapse, il quartetto newyorkese pensa bene di fare il bis, dando alle stampe un EP dai tratti ancora più deviati e contorti che travalica incessantemente i confini dei generi estremi, provante sia sul piano fisico che (soprattutto) su quello mentale. Il death metal apocalittico e nero come la pece di Ulcerate e Gorguts è ormai soltanto una delle mille influenze che confluiscono nella proposta dei Nostri, divenuta oggigiorno un ricettacolo di scorie e batteri che divorano la carne e riducono in polvere le ossa, tra richiami al grindcore impazzito di Today Is The Day e Full Of Hell, fugaci immersioni nel post-sludge di The Body e Thou e continui ammiccamenti al mondo del noise, del jazz e dell’avantgarde tout court. Cinque tracce per quattordici minuti di musica in cui il concetto di forma canzone è sostanzialmente bandito: cacofonia per molti, manifestazione di genio e creatività per quei pochi in grado di venire a capo di questa matassa di riff urticanti, ritmiche sconnesse e vocals ai limiti dell’isteria. Dal canto nostro, anche se riteniamo che alle volte la band insista un po’ troppo su dissonanze spaccatimpani e bizzarrie compositive (basti pensare al finale di “Viral Content”), non possiamo che promuoverne ancora una volta gli intenti e la visione musicale sui generis. Istantanea imperfetta di un incubo metropolitano da cui è impossibile svegliarsi.
