PYRRHON – What Passes for Survival

Pubblicato il 07/10/2017 da
voto
7.5
  • Band: PYRRHON
  • Durata: 00:45:15
  • Disponibile dal: 11/08/2017
  • Etichetta:
  • Willowtip Records

Se i precedenti “The Mother of Virtues” (2014) e “Growth Without End” (2015) vi erano sembrati delle mattonate ai limiti della sopportazione fisica, allora il nuovo full-length dei Pyrrhon vi spedirà dritti all’altro mondo, o in alternativa nella cella imbottita di qualche istituto psichiatrico. Refrattario a qualsiasi forma di ammorbidimento stilistico, sempre più calato in una dimensione a sé stante da quella dei normali circuiti estremi, con “What Passes for Survival” il quartetto newyorkese travalica definitivamente i confini del techno-death di marca Gorguts/Ulcerate per gettarsi in una vasca di acido e visioni deliranti, secondo una logica menefreghista ben rappresentata dal sample posto in apertura di disco: “I did what I did. You don’t like it, you can kiss my ass”. Nella musica dei Nostri – ormai lo diamo per assodato – non esistono né regole né confini, soltanto barriere da infrangere sulla scia di un songwriting che definire di ampie vedute sarebbe quanto meno eufemistico, in cui spunti di varia origine e natura confluiscono fino a generare un amalgama sonoro apparentemente incontrollabile. Nello specifico, i nove brani della tracklist si muovono sul filo di un death/grind ultra tecnico che potrebbe avvicinarsi al frutto di una jam session tra i Cephalic Carnage degli esordi e i Gorguts del capolavoro “Obscura”, con l’aggiunta del tutto sadica e scriteriata di elementi sludge, ‘post’ metal, noise rock e free jazz che ne deformano irrimediabilmente le strutture, quasi come se il tutto fosse stato composto in preda ad un raptus o ad una crisi epilettica. Difficilissimo orientarsi, impossibile tenere conto degli avvitamenti e dei cambi di registro: con un guitar work che si prefigge di esasperare i concetti di non linearità e dissonanza, contraendosi di continuo per non fornire punti di riferimento, e una sezione ritmica a dir poco sconnessa e funambolica, in cui scariche di blast beat si alternano a parentesi comatose di rara atrocità e pesantezza (pensiamo soprattutto alla suite “Tennessee”), “What Passes…” è con ogni probabilità l’ultimo paletto prima di sconfinare nel caos e nel rumorismo propriamente detti. Un disco che si nutre di incubi metropolitani e sperimentalismo degenere per mettere a dura prova gli ascoltatori più navigati e i limiti espressivi di certa musica estrema. Quanto di più folle ma al contempo affascinante abbia da offrire questo 2017 ormai agli sgoccioli.

TRACKLIST

  1. The Happy Victim's Creed
  2. The Invisible Hand Holds a Whip
  3. Goat Mockery Ritual
  4. Tennessee
  5. Trash Talk Landfill
  6. Unraveling Part I: Hegemony of Grasping Fears
  7. The Unraveling Part II: Free at Last
  8. The Unraveling Part III: Live from the Fresh Corpse
  9. Empty Tenement Spirit
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