7.5
- Band: QRIXKUOR
- Durata: 00:48:42
- Disponibile dal: 13/08/2021
- Etichetta:
- Invictus Productions
A ben cinque anni dall’esordio in formato EP di “Three Devils Dance”, si assiste oggi finalmente alla pubblicazione di un titolo di lunga durata quale “Poison Palinopsia” da parte di questo promettente progetto oramai internazionale, suddiviso in due lunghissimi movimenti che riempiono ciascuno un lato del vinile con evoluzioni roboanti ed assalti dal carattere luciferino e sferzante. Il tempo ha permesso alla mente del progetto S. di assestare la line-up con il fondamentale contributo di DBH (Grave Miasma) alla batteria e VK (Vassafor, Temple Nightside) al basso, rendendo il roccioso impatto death metal posseduto dai primi lavori, un magma più fluido e viscoso, straripante impeto estremo che sa muoversi con pericolosa velocità e conoscenza tra i più remoti anfratti di funeste visioni imperniate di musica ritualistica e black metal. Si tratta di fusioni ben note ai nuovi entrati dei Qrixkuor, che sposano quindi in maniera del tutto naturale la causa di un materiale pensato per essere propagato gradualmente, attraverso un duello di parti e dinamiche acceso e vibrante che mette in mostra tutta la capacità tecnica e compositiva di questo oscuro trio. Non possono mancare naturalmente i terremotanti tappeti ritmici delle chitarre e del basso, coesi nei furiosi attacchi all’arma bianca di puro impatto death metal, pur tuttavia sgretolandosi con impressionante rapidità verso spaccati più atmosferici dove il basso spinge con prepotenza verso soluzioni più personali, o dove il drumming di DBH si distingue per conteggi del tempo non convenzionali e non strettamente legati ai caratteri del metal. Il continuo passaggio della chitarra tra note alte e basse, poi, unite alle numerose sovra-incisioni pazzesche sparse qua e là, dà vita ad un continuo slittamento tra pesantezza e mistero decisamente peculiare, capace di infittirsi in fraseggi articolati ed arcani di grande suggestione. La forte componente ambient viene inoltre inclusa dai Qrixkuor nel loro carattere genetico in maniera preponderante, lasciando essa spazio per interi minuti di apparente e fugace riposo nello scorrere dell’ascolto, sia inserita con gusto anche nei momenti più concitati e caotici, creando così una sorta di continuità inconscia che lega le terribili partiture musicali che si susseguono senza pietà. “Serpentine Susurrus” espone maestosa tutto il suo carico di deformi visioni interiori e molteplici manifestazioni fisiche, lasciando a “Recrudescent Malevolence” il compito di smembrare quanto fatto attraverso un doom-death funereo e feroce, su cui si stagliano i soli sofferenti di S., le funeste orchestrazioni centrali ed i famelici blastbeat finali che portano alla conclusione di un viaggio tortuoso ed aberrante, condotto al meglio e capace di divorare al suo interno con una furia magnetica di alta intensità.
