QUEENSRŸCHE – Operation: Mindcrime

Pubblicato il 11/12/2025 da
voto
10.0
  • Band: QUEENSRYCHE
  • Durata: 00:59:14
  • Disponibile dal: 03/05/1988
  • Etichetta:
  • EMI

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Ci sono dischi che sono spartiacque. Cambiano per sempre la percezione della musica. Portano nel futuro, si pongono quali pietre miliari di un genere, di un modo di raccontare, di vedere le cose. E nulla sarà più come prima. “Operation: Mindcrime” fa parte di questa categoria. Un capolavoro tra i capolavori, uno di quelli impossibili da non citare se si voglia fare un elenco delle uscite metal più importanti di ogni epoca. I Queensrÿche, quando arrivano al loro terzo album in studio, non sono ancora delle star internazionali, ma non arrivano nemmeno a fari spenti al grande successo. Il primo EP omonimo e il primo full-length “The Warning”, in parte oscurati da quanto verrà dopo, rimangono tutt’oggi due dei migliori esempi di heavy metal progressivo di sempre, forti di canzoni spettacolari come “Queen Of The Reich”, “The Lady Wore Black”, “No Sanctuary”, la monumentale e avanguardistica “Roads To Madness”. Per il secondo album “Rage For Order” è già tempo di rivoluzioni, tra una casa discografica che cerca di farne un’icona glam metal – le foto promozionali dei tempi sono esplicative in tal senso – un suono futuristico e lontano dagli esordi e canzoni, anche stavolta, di livello stellare.
Quando arriva “Operation: Mindcrime”, però, è difficile essere veramente preparati ai suoi contenuti. Una lunga gestazione, con il cantante Geoff Tate che ne elabora il concept dopo essersi trasferito a Montreal e aver ascoltato alcune conversazioni tra membri del movimento separatista del Quebec. Incrocia queste idee con le tragedie personali di alcuni suoi amici e conoscenti devastati dall’eroina e ne nasce un intricato concept, che mischia riflessioni politiche e sociali in una storia cupa e senza lieto fine, tra terrorismo, manipolazione mentale e dramma umano.

Il disco si apre con una frase che presto diventerà iconica, quel “I Remember Now” che il protagonista, Nikki, proferisce nell’ospedale in cui è ricoverato, in uno stato catatonico dal quale sembra non ci sia via d’uscita. Da lì, parte il flusso dei ricordi, il flashback che costituisce l’ossatura narrativa. Deluso dalla vita e dalle ingiustizie, in condizioni precarie per la sua dipendenza dalle droghe, Nikki aderisce a un’organizzazione segreta rivoluzionaria. Con l’energica strumentale “Anarchy-X” e la prima vera canzone, “Revolution Calling”, entriamo nel vivo e iniziamo a captare la speciale magia di “Operation: Mindcrime”. Si parla tanto di progressive metal per i Queensrÿche, eppure qui il suono della formazione ha ‘anche’ connotazioni progressive, ma è soprattutto una conformazione del metal classico cerebrale, emozionale e profonda, con toni da rock opera e una teatralità perfettamente funzionale alla storia raccontata. “Operation: Mindcrime” è soprattutto, al di là di come è tratteggiata la vicenda, le sue atmosfere cariche di tensione, angosce, sofferenze interiori, una straordinaria raccolta di canzoni heavy metal uniche, inimitabili.
“Revolution Calling” è un anthem diretto e dai pochi fronzoli, scintillante nelle melodie chitarristiche della coppia DeGarmo-Wilton, altisonante e sfrontato nei vocalizzi senza limiti di Tate. I temi affrontati sono evidenti fin dalle prime strofe, entriamo nella mente di Nikki e iniziamo a seguire il suo percorso verso la ribellione e l’assoggettamento a un’altrui volontà. La titletrack si apre con una telefonata di Dr. X, il misterioso personaggio alla guida dell’organizzazione segreta cui Nikki aderisce, e quel ‘mindcrime’ che ne disattiva la volontà di Nikki e lo fa diventare un semplice esecutore di altrui volontà. Mentre la trama si infittisce, così la musica diviene sempre più ricca di sfumature, incisi, guidata da una prestazione attoriale sensazionale di Tate, certo, ma altrettanto regale sul piano strumentale. Mentre la follia si propaga, così cresce di ritmo e intensità la musica, con “Speak” e “Spreading The Disease” abbastanza simili nelle strutture e negli intenti. Veloci, tambureggianti, prendono per il collo dal primo secondo e non mollano un attimo, tra gli incessanti colpi di Rockenfield alla batteria – fantasioso, a sua volta espressivo ed emozionale come gli altri musicisti – e incroci chitarristici da brividi. Purissimo heavy metal, al suo massimo fulgore. In “Spreading The Disease” ecco comparire il personaggio di Sister Mary, un’ex prostituta divenuta suora, che diventa confidente, amica di Nikki, e inizia a farne vacillare le convinzioni. I toni riflessivi e intimisti di “The Mission” fanno entrare in un’altra fase, quella del dubbio e della presa di coscienza di quanto il protagonista sia sottomesso e complice di misfatti che non hanno giustificazione.

Arriviamo a “Suite Sister Mary”, perno della tracklist, la canzone più lunga e drammatica. Nikki viene mandato a uccidere un prete complice di Dr. X e Sister Mary stessa: ammazza il primo, non la seconda, vacilla, in un confronto con la suora reso magistralmente dal vibrante duetto tra Tate e la cantante Pamela Moore, impersonante ovviamente Sister Mary. Qua la teatralizzazione della musica raggiunge il suo apice, in una suite palpitante, con cori di impronta sacrale e melodie solenni a mescolarsi a stilettate metalliche. “The Needle Lies” al contrario è la canzone più dritta e violenta della tracklist, aperta da un devastante attacco speed metal e vissuta in modo furibondo, tra gli acuti di Tate e stacchi tiratissimi. La mente di Nikki sta andando in pezzi, torna da Sister Mary e la trova morta, un momento tratteggiato dalla breve strumentale “Electric Requiem”. “Operation: Mindcrime” diventa da qui in avanti ancora più vorticoso, emozionale nel farci provare un tumulto di disperazione, speranze infrante, la difficoltà a capire cosa sia reale e quanto sia solo frutto di immaginazione.
Le urla di un uomo che vaga nella notte di “Breaking The Silence”, ossessiva nel ritornello, preludono all’arresto di Nikki e al suo incarceramento, mentre la follia prende il sopravvento. Ci sono ormai solo commozione e rimpianto, in una “I Don’t Believe In Love” divisa tra angoscia e un chitarrismo che non rinuncia all’enfasi, a cromatismi tra irruenza ed emozionalità. Altre due toccanti frammenti, “Waiting For 22” e “My Empty Room” preludono al finale, e uno dei momenti più eclatanti, “Eyes Of A Stranger”. Ormai in ospedale psichiatrico, davanti a uno specchio, Nikki si guarda e non si riconosce, delira, e il brano si muove così tra riflessioni febbrili e la foga indotta dalla pazzia, senza perdere in vibrante eleganza.

“Operation: Mindcrime” ci metterà pochissimo a lanciare verso il successo i suoi autori, che saranno spinti verso un bacino di pubblico prima soltanto sognato, con vendite da capogiro che frutteranno due anni dopo l’uscita il disco di platino negli Stati Uniti. L’onda lunga dell’album non andrà a scemare in fretta, i Queensrÿche lo porteranno in scena come una vera opera rock nel 1990, suonandolo per intero con attori e figuranti a dare spessore visivo al racconto. Per rilanciarsi, dopo un periodo decisamente altalenante nella qualità dei dischi e nella popolarità, arriverà anche una seconda parte “Operation: Mindcrime II” (2006), dignitosa ma neanche lontana parente della prima. Mentre sarà un successo il tour seguente, nel 2008, quando suoneranno entrambi gli album l’uno in fila all’altro, contornati da un corredo scenico ancora più ricco di quelli immortalato ai tempi nel live album/videocassetta “Operation: Livecrime” (1991). Vi erano già molte crepe nella band, che poi vedrà l’abbandono di Tate nel 2012 e un difficile percorso di ritorno all’heavy metal con Todd La Torre alla voce, ma almeno per quel tour e per il DVD “Mindcrime At The Moore”, che ne diede imperitura testimonianza, la magia sembrò ricrearsi completamente. Ancora oggi, per chiunque intenda scrivere un concept album heavy metal, “Operation: Mindcrime” rimane un termine di confronto irrinunciabile.

 

TRACKLIST

  1. I Remember Now
  2. Anarchy-X
  3. Revolution Calling
  4. Operation: Mindcrime
  5. Speak
  6. Spreading the Disease
  7. The Mission
  8. Suite Sister Mary
  9. The Needle Lies
  10. Electric Requiem
  11. Breaking the Silence
  12. I Don't Believe in Love
  13. Waiting for 22 0
  14. My Empty Room
  15. Eyes of a Stranger
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