QUICKSAND – Distant Populations

Pubblicato il 14/09/2021 da
voto
7.5
  • Band: QUICKSAND
  • Durata: 00:32:34
  • Disponibile dal: 24/09/2021
  • Etichetta:
  • Epitaph
  • Distributore: Self

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La storia narra che i Quicksand nacquero, agli inizi degli anni ’90, dalla volontà di Walter Schreifels di infondere nel classico suono hardcore newyorkese elementi fino ad allora non utilizzati, come il metal ed il rap. In realtà non andò proprio così, ma la band ha sempre fatto parte del calderone di musicisti (Helmet, Fugazi, Jawbox…) che hanno utilizzato quel punto di partenza per arrivare a qualcos’altro, genericamente definito come post-hardcore. Purtroppo il progetto ebbe vita breve, nonostante il successo commerciale più o meno contemporaneo di band come i Rage Against The Machine che avrebbe potuto fare da traino, e dal 1995 in poi non ci sono state più pubblicazioni fino al promettente ritorno con “Interiors” del 2017. Altri quattro anni (attesa, si dice, dovuta agli impegni del bassista Sergio Vega con i Deftones) ed ecco il nuovo “Distant Populations”, album che, senza ombra di dubbio, mantiene inalterato lo spirito dei Quicksand e la loro voglia di sperimentare, tanto che, in linea con il loro passato, si tratta dell’opera più variegata che gli americani abbiano mai scritto: nella composizione di questo nuovo disco, sembra quasi che la band abbia cercato, da un lato, di ritrovare la potenza del passato e, dall’altro, di cimentarsi con qualcosa al di fuori dall’ordinario ed il risultato è un lotto eterogeneo di canzoni, ciascuna con un suono differente ma efficaci anche nella loro somma. Quindi “Inversion” è una bordata piena di riff rocciosi come ai bei vecchi tempi, mentre “Brushed” parte con suoni dub e si trasforma ben presto in una semiballata, “Lightning Field” è vicina al punk, in “Phase 90” viene utilizzato addirittura un mellotron che dona un sapore vagamente psichedelico, “The Phiolosopher” potrebbe essere un pezzo dei Deftones in cui sono state eliminate tutte le sovrastrutture, “EMDR” suona grunge; il tutto senza troppi fronzoli, con brani che vanno diretti al punto. Perché, in fondo, è il messaggio quello che conta: “Tutti sono da un lato così connessi tra loro e, dall’altro, così distanti“ dice lo stesso Schreifels e “Distant Populations” è la colonna sonora di questa odierna contraddizione.

TRACKLIST

  1. Inversion
  2. Lightning Field
  3. Colossus
  4. Brushed
  5. Katakana
  6. Missile Command
  7. Phase 90
  8. The Philosopher
  9. Compacted Reality
  10. EMDR
  11. Rodan
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