QUICKSAND DREAM – Beheading Tyrants

Pubblicato il 03/12/2016 da
voto
6.0
  • Band: QUICKSAND DREAM
  • Durata: 00:31:20
  • Disponibile dal: 11/11/2016
  • Etichetta:
  • Cruz Del Sur Music
  • Distributore: Audioglobe

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Le origini dei Quicksand Dream risalgono alla fine degli anni Ottanta, ribollente contesto storico in cui l’heavy metal stava vivendo un’evoluzione stilistica impressionante che, di lì a poco, avrebbe permesso a molti giovani vichinghi di conquistare un posto al sole in tutta Europa. Costituito dall’inscindibile binomio che ruota intorno alle figure del polistrumentista Patrick Backlund e del cantante Göran Jacobson, al sorgere del nuovo millennio il duo svedese ha inciso il rudimentale esordio in tiratura limitata, “Aelin – A Story About Destiny”, prima di scomparire rapidamente nel nulla. Dopo sedici anni di silenzio, i due protagonisti si riaffacciano in un contesto artistico profondamente mutato, rilasciando un gradevole sequel caratterizzato da una manciata di spunti tutto sommato interessanti. Sin dal ritratto di copertina, caratterizzato da malinconiche tinte autunnali, è evidente che lo sguardo del duo di Sörberge sia rivolto con fierezza alla tradizione. I sei episodi inclusi in “Beheading Tyrants” traboccano di una crepuscolare epicità narrativa, dalla quale emergono a più riprese gli affreschi sonori disegnati a suo tempo da realtà di culto come Cirith Ungol e Manilla Road. Al contempo, però, non possiamo non notare che in tutte le occasioni latita il bridge poderoso, in grado di far librare le composizioni verso l’alto. Tra i momenti più significativi segnaliamo l’intricata tela strumentale ricamata su “Daughters Of Eve”, malcelato richiamo alle atmosfere tempestose coniate dai primissimi Savatage, e la galoppante “The Girl From The Island”, che gioca agilmente di sponda con i Maiden più classici. Il groove sincopato della breve “Cloud Of Screams” rievoca le atmosfere marziali della NWOBHM più oscura, ma quando i Nostri decidono di avventurarsi in territori introspettivi non riescono proprio a convincere. Le altisonanti “White Flames On Black Water” e “To Kill Beneath The Sun” palesano invece una marcata ridondanza narrativa, incapace di conferire loro la necessaria profondità espressiva richiesta da una corrente artistica solenne come l’epic metal. Per completisti.

TRACKLIST

  1. Daughters Of Eve
  2. Cloud Of Screams
  3. The Shadow That Bleeds
  4. The Girl From The Island
  5. White Flames On Black Water
  6. To Kill Beneath The Sun
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