7.5
- Band: QWÄLEN
- Durata: 00:35:36
- Disponibile dal: 10/03/2023
- Etichetta:
- Time To Kill Records
Già diventati un piccolo fenomeno in madrepatria, i Qwälen si riaffacciano sul mercato con un secondo disco che saprà dire molto sul loro futuro e sulla loro rilevanza all’interno del circuito black metal. Due anni sono trascorsi dal promettente esordio “Unohdan sinut”, rigetto sul marciapiede antistante la peggio bettola finlandese in cui il retaggio hardcore-punk del quintetto veniva alterato dal parossismo e dalla malvagità di certo metallo nero, e possiamo dire che le cose – da un punto di vista stilistico – non siano andate incontro a grossi stravolgimenti con questo “Syvä hiljaisuus”.
La formula è rimasta praticamente la stessa, con il gruppo di Oulu intento a sguinzagliare un suono che sì, fiuta l’odore del sangue senza scendere a troppi compromessi, ma che nella sua ferocia percussiva rivela sempre un dinamismo e una cura per i dettagli di fondo, dando così modo alle aspirazioni anarchiche della tracklist di non essere declinate in modo piatto e unidirezionale. La vera differenza rispetto all’album del 2021 risiede banalmente nella qualità della scrittura, oggi più a fuoco e in grado di caratterizzare meglio i singoli episodi; un’aggressione rutilante che sembra contenersi solo durante l’intro “Sairaus”, tra i più suggestivi ascoltati negli ultimi tempi, e che esplode a partire dal secondo brano in quello che sembra il parto di una jam session fra realtà ‘ibride’ come Dödsrit e Young and in the Way (da un lato) e pilastri della terra dei mille laghi come Horna e Sargeist (dall’altro), con uno screaming perforante e acidissimo a fungere da monito circa le atmosfere astiose della tracklist.
I ragazzi picchiano duro, quello è fuori discussione, ma l’essere dei fabbri accecati dall’alcol e dalla blasfemia non preclude loro la possibilità di confezionare dei brani vivaci, strutturati in maniera intelligente e capaci di crescere con il tempo anziché esaurirsi in una fiammata estemporanea, nei quali un flusso ritmico lancinante è puntualmente reindirizzato da una serie di modulazioni e ripartenze che ne rendono molto più accattivante lo sviluppo, frutto appunto di un background di ascolti non esclusivamente metal. Di pari passo, anche le melodie hanno acquisito spessore e incisività, e sulle ali di questo andamento quasi euforico l’opera finisce per trasmettere un genuino senso di coinvolgimento e carisma, una dimestichezza con gli elementi trattati non riscontrabile certo tutti i giorni, per una mezz’oretta di musica che organizza il caos trovando in esso le risposte ai propri bisogni espressivi.
Se nella vostra playlist alcuni dischi del catalogo Southern Lord girano quanto quelli della Moribound Records, i Qwälen di “Syvä hiljaisuus” non dovrebbero faticare a trovarvi posto e a rimanervi.
