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- Band: RABIES CASTE
- Durata:
- Disponibile dal: //2001
Un disco di una lentezza esasperante questo “Let The Soul And Cut The Vein” degli esordienti israeliani Rabies Caste; sludge-industrial-core in cui non filtra uno spiraglio di luce né un refolo di speranza verso un’apertura, non dico melodica, almeno armonica. Niente da fare signori miei, le struttura di canzone è totalmente sventrata in favore di una totale e spiazzante sovversione sonora che fa del rumorismo e dell’anticonsequenzialità armonica armi da scagliare contro l’incauto ascoltatore. Un album che si pone al di fuori di ogni regola di mercato, che se ne infischia di orecchiabilità e ruffianeria e che spara ad altezza d’uomo dieci asfissianti brani che sembrano uscire dalla penna dei Today Is The Day più lisergici. Le vocals sono costantemente filtrate, i suoni sono sporchi ed abrasivi, i tempi spesso dilatati. Difficilissimo da digerire per via di un senso di monocorde ripetitività che la band, evidentemente VUOLE suggerire, intriso di infinita disperazione, “LTSACTV” è un prodotto che non ha pubblico, che non può e non vuole piacere, che si nutre di totale libertà compositiva e dello scherno ai danni dell’incauto ascoltatore che vorrebbe trovare un senso nei desolati scenari disegnati dal trio. Già, perché i Rabies Caste sono in tre e tirano fuori dai loro cilindri un suono che è freddo come le macchine di una grande industria pur essendo totalmente analogico, un suono che tocca certe corde nascoste all’interno dello stomaco. Lo ripeto, mi trovo di fronte ad un disco praticamente inascoltabile, al quale non posso assegnare più di quel 3/5 che vedete a fondo pagina, anche se, lo ammetto, il coraggio della band merita molto di più. Forse adatto ai più perversi di voi (siete tanti…), ma dubito che “LTSACTV” possa entusiasmare anche il più assiduo frequentatore di lussuriose congreghe S/M. Musica che fa paura…
