RAFF SANGIORGIO – Rebirth

Pubblicato il 28/03/2016 da
voto
7.0
  • Band: RAFF SANGIORGIO
  • Durata: 00:32:33
  • Disponibile dal: 26/02/2016
  • Etichetta: Sliptrick Records
  • Distributore:

Raff Sangiorgio non dovrebbe essere un nome nuovo per chi bazzica la scena metal nostrana, almeno per quanto riguarda la frangia estrema. Si sta parlando infatti del chitarrista dei terremotanti Gory Blister, valida realtà con base a Milano operante con buon successo in campo techno-death da oramai più di venti anni. Fa quindi piacere e anche un po’ stupore immaginarsi una coppia di manacce solide, precise e veloci come quelle di Raff impegnate su lidi che musicalmente promettono di essere assai diversi… di conseguenza la curiosità che provavamo al primo ascolto di questo lavoro era davvero molto alta. Dobbiamo segnalarvi subito che attese e curiosità non rimangono certo deluse, sopratutto perché la maestria sullo strumento di Raff è sicuramente sufficiente a permettergli incursioni in genere così lontani dal suo seminato, mantenendo però intatti credibilità, stile e personalità, tre aspetti del Nostro sicuramente consolidati dopo tanti lustri di onorato lavoro. La partenza dell’album, dal titolo “Quick Trigger”, non fa d’altronde mistero della provenienza del Nostro da lidi death: il primo minuto potrebbe essere un qualsiasi passaggio (un po’ melodico) di qualche fan del death innamorato del mito di Chuck Schuldiner, mentre il proseguo di questo corto brano affonda la base sulle ritmiche proprie di un moderno groove metal. Un buon inizio! “Lil’ Chuck Blues”, facendo fede al proprio nome, mostra visibili radici blues, interpretate qui però con un uso di saturazioni, soprattutto sulle ritmiche, che sporcano molto il suono, donandogli un che di personale che abbiamo apprezzato molto. Più metallica ma anche più melodica è la terza traccia “Back To Glory”, che si appoggia ai canoni dell’heavy classico per le ritmiche ma sfrutta la fase solista per sperimentare un po’ di più e passare da frangenti appunto fortemente melodici a qualcosa di invece più spinto e aggressivo, un po’ alla Marty Friedman. “Glaring Soul” ci gratta le orecchie col pedale del  ‘wah’, ma si rivela molto Malmsteeniana in fase di assolo, mentre sulle successive “Rebirth” e “Cosmic Seed” a piacerci è il ritrovato approccio estremo soprattutto al drumming e al riffing. Due pezzi duri e senza compromessi, che non disdegnano qualche sterzata su lidi più lenti o melodici, ma che in qualche elemento mantengono sempre una durezza e un aggressività di fondo che capiamo bene fare veramente parte dell’immagine che Raff Sangiorgio si sta fin qui dipingendo. “Magic River” mostra sprazzi di elevata ecletticità in un pezzo ancora una volta corto ma caratterizzato da continui cambi di tempo e sonorità, mentre “Fragile Existance” ci consegna le dita di Raff appoggiate sui tasti d’avorio di un inedito e inaspettato pianoforte. La mancanza di credits a riguardo di altri musicisti ci fa tra l’altro pensare che lo stesso Raff sia l’autore non solo delle parti di chitarra e di questa bella fuga pianistica, ma anche di tutto quanto riguarda basso, batteria e arrangiamenti, cosa che di per se aumenta di sicuro il valore dell’artista. “Voices From The Sea” chiude con atmosfere sognanti alla Floyd un album che è partito duro, ci ha condotto su sonorità che non ci aspettavamo, ci ha massacrato un po’ le ossa con la solida accoppiata d’assi centrale della title-track e “Cosmic Seed”  e infine ci ha ancora straniato con input diversi da generi tra loro distanti. E’ interessante sentire album come questi, lo ammettiamo, ma anche un po’ straniante. Per fortuna, Raff non ha voluto strafare, e il contenuto minutaggio (poco più di trenta minuti) lo aiuta a non perdere l’attenzione dell’ascoltatore durante una delle sue impreviste e dure sterzate stilistiche. Buon lavoro, comunque.

TRACKLIST

  1. Quick Trigger
  2. Lil’ Chuck Blues
  3. Back To Glory
  4. GlaringSoul
  5. Rebirth
  6. Cosmic Seed
  7. Magic River
  8. Fragile Existence
  9. Voices From The Sea
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